in:

Tensione in città per il corteo anti-Cie organizzato per oggi pomeriggio. Vetrine rotte, muri imbrattati e fili delle telecamere tranciati. E’ solo un bilancio parziale della manifestazione, che proprio ora sta arrivando al Centro di identificazione ed espulsione di via Lamarmora.

Modena non lo aveva mai visto un corteo così cupo: persone incappucciate, tante con anche i bastoni, che si lasciavano alle spalle danni e scritte ingiuriose. E’ finita senza scontri la manifestazione organizzata per protestare contro i Centri di identificazione ed espulsione, ma la tensione è stata alle stelle tutto il tempo. I pullman sono partiti da Milano e Genova, ma in treno e in auto ne sono arrivati tanti altri. Quelli che mancavano erano i modenesi: gli anarchici e il Cam si sono dissociati dalla manifestazione. Avevano capito che i modi e toni non erano quelli che la città è abituata a vedere. E, infatti, il corteo veniva continuamente blindato dai manifestanti, che impedivano a chiunque di avvicinarsi, anche quelli a cui – a loro dire – volevano parlare, raccontare la vita nei Cie, definiti lager. 350 persone, molte meno di quelle attese, che però avevano poco da dire: per lo più erano insulti, contro la Misericordia di Daniele Giovanardi, che gestisce il locale Cie, contro i politici tutti ma anche contro i cittadini indifferenti. E poi contro la polizia, contro i giornalisti. La maggior parte dei giovani, e meno giovani, in corteo erano incappucciati, con passamontagna e caschi, e tanti i bastoni nelle mani, forse c’erano anche black block. Ma le forze dell’ordine non hanno mai ceduto a nessuna provocazione, evitando che la situazione degenerasse. Niente feste, poca musica, nessun ballo, solo visi arrabbiati. Il passaggio della manifestazione non ha però lasciato la città indenne, e a risentirne è stato soprattutto il centro storico: scritte ingiuriose su tutti i muri, imbrattate le vetrine dei negozi, tagliati tutti i fili delle videocamere della città che hanno trovato. E a terra bottiglie vuote, carte, manifestini. I danni, oltre al costo del personale impiegato – imponente infatti lo spiegamento delle forze dell’ordine accompagnate anche dall’elicottero – alla fine costeranno alla collettività decine di migliaia di euro. Il corteo, partito alle 5 dal retro della stazione e attraversando via Emilia centro è arrivato al Cie di via Lamarmora alla 20.30, si poi dissolto in fretta, dopo qualche petardo e fumogeno lanciato verso la struttura. Ma a quel punto scendeva una pioggia battente che deve aver raffreddato gli animi.
 Danni e polemicheDove il corteo passava dietro lasciava negozi e sedi di istituti di credito imbrattati, tagliati i fili delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza. In particolare, su via Emilia Centro, hanno fatto le spese della violenza dei manifestanti il negozio della catena Benetton, quello della catena Max Mara, e la sede dell’Unicredit colpiti da uova ripiene di vernice colorata. Più oltre, in via Fabriani, nei pressi della sede della Lega delle cooperative, coloro che si trovavano alla testa del corteo, avevano cominciato a riempirsi le tasche con i sassi trovati lungo le aiuole. In realtà, l’ingente dispiegamento di forze dell’ordine ha sconsigliato la sassaiola, ma ancora una volta, un gruppo di giovani incappucciati ha tagliato i fili delle telecamere della videosorveglianza a protezione dello stabile. E poi, il corteo ha proseguito verso il cavalcavia di via Cialdini per dirigersi verso il Cie di via Lamarmora dove era già fissato il sit-in conclusivo. Intanto stanno già montando le polemiche. La destra compatta se la sta prendendo con la decisione di rilasciare l’autorizzazione per la manifestazione, Ghelfi del Pdl, ma soprattutto Celloni dell’Mpa, indicano direttamente nell’amministrazione comunale e nel sindaco la persona che avrebbe concesso tale permesso. In realtà com’è noto, non è il primo cittadino che ha il potere di concedere o meno l’autorizzazione per questo tipo di manifestazioni. Tutti, comunque, a destra e a sinistra, condannano i modi di una manifestazione che a Modena non si vedeva da molto tempo, capace di generare un clima di tensione e di preoccupazione che ha avvolto il centro della in città nel pomeriggio, soprattutto tra i negozianti e tra i tanti cittadini che si erano riversati nel cuore storico per il consueto shopping del sabato pomeriggio.


Riproduzione riservata © 2017 TRC