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Il procuratore capo di Modena Vito Zincani interviene sul disegno di legge sulle intercettazioni: ‘I reati non hanno scritto sopra l’etichetta mafia’.

‘Il 50% delle indagini sul crimine organizzato non nascono come tali. I reati non hanno l’etichetta “mafia” scritta sopra’. Parole di Vito Zincani, procuratore capo di Modena che oggi interviene sul disegno di legge sulle intercettazioni. ‘Nel 2008 a Modena abbiamo avuto circa 700 incendi dolosi – spiega Zincani – tutti commessi da ignoti e contro macchine movimento terra da 100mila euro’. Sono “reati indice” – continua il capo della Procura modenese: ‘Se il proprietario di un capannone andato a fuoco nega di avere ricevuto minacce, avviando intercettazioni a volte si scopre che, invece, è vittima di richieste estorsive’. E sul ddl sulle intercettazioni è intervenuto anche Franco Zavatti della Cgil. Zavatti sottolinea come le urgenze del paese siano altre, l’occupazione e l’economia ad esempio,e come importanti inchieste non sarebbero più possibili – da ultimo l’arresto di Nicola Schiavone, figlio del boss Sandokan, di casa per alcuni mesi a Modena.


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