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Una sentenza di assoluzione che arriva dopo tanti anni di battaglie legali. Il caso dei pedofili della bassa, una vicenda in grado di dividere un’intera comunità, era scoppiato nel 1997 con il racconto di un bambino di sette anni. Diciassette persone condannate in via definitiva, alcune di loro sperano ora di poter ottenere una sorta di riabilitazione.

‘Questo è un inizio, non è certamente un punto di arrivo’. Così l’avvocato Pier Francesco Rossi, legale assieme a Paolo Petrella dei coniugi Covezzi, commenta la sentenza di assoluzione della Corte di Appello di Bologna. Nel 2002 Delfino Covezzi e la moglie Lorena Morselli erano stati condannati dal Tribunale di Modena a 12 anni di carcere per abusi sessuali sui loro figli. Ieri i giudici di secondo grado hanno ribaltato la sentenza di primo grado e assolto la coppia con formula piena perché il fatto non sussiste. Anni di battaglie legali, un’accusa pesantissima, quella di pedofilia, la vita stravolta: Delfino è rimasto a Massa Finalese dove lavora come operaio ceramico; Lorena si è trasferita in Francia dove è nato il quinto figlio che ora ha dieci anni, l’unico a non essere affidato ad altre famiglie. La prossima settimana i Covezzi incontreranno di nuovo i loro legali per definire una strategia di lavoro. Le motivazioni della sentenza verranno depositate non prima di 90 giorni, successivamente gli avvocati Rossi e Petrella valuteranno se e come chiedere i danni per eventuali responsabilità. Ieri nella requisitoria conclusiva il procuratore generale di Bologna aveva sottolineato la debolezza delle perizie medico-legali portate dalla pubblica accusa, ma allo stesso tempo aveva chiesto la conferma della condanna per ‘doveroso rispetto delle dichiarazione rese a suo tempo dai minori’. In linea teorica il procuratore potrebbe presentare un ricorso in Cassazione, anche se al momento non sembra molto probabile. Il caso dei pedofili della Bassa cominciò nel 1997, dopo che un bambino di sette anni raccontò di abusi subiti alle assistenti sociali della Usl di Mirandola. Il Tribunale di Modena aprì un’inchiesta e dieci bambini vennero tolti alle famiglie. Diciassette le condanne del primo processo, tra gli indagati anche don Giorgio Govoni, in primo grado condannato a 14 anni di carcere e poi assolto post mortem dalla Corte d’Appello di Bologna, la stessa che ieri ha assolto i Covezzi. Una sentenza importante anche per coloro già condannati in via definitiva che sperano di arrivare a una revisione del loro processo.


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