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Un risarcimento, come acconto, di 450mila euro per la famiglia, costituita parte civile. Hanno patteggiato 5 dei 6 imputati per la morte di un artigiano, avvenuta durante i restauri di palazzo Campori.

Hanno patteggiato davanti al gip Barbara Malvasi una pena, comminata in pena pecuniaria, cinque dei sei imputati a processo per la morte di Franco Marazzi, l’idraulico di 55 anni che il 9 settembre del 2008 era stato travolto da alcuni pallet di catrame caduti da una gru. L’accusa, formulata dal pm Giuseppe Tibis, era per tutti di omicidio colposo. Ma è soprattutto il risarcimento ad essere incisivo: 450mila euro, come acconto, già versati alla famiglia che si era costituita parte civile. Marazzi, che viveva a Medolla, stava lavorando alla ristrutturazione di palazzo Campori, in via Ganaceto, nel cuore di Modena. Al momento dell’incidente stava attraversando il cortile del cantiere, era stato schiacciato dal peso del pianale, almeno 2 quintali, che si era staccato e che era precipitato per 30 metri. L’artigiano, che ha lasciato moglie e due figli, sarebbe andato in pensione dopo due mesi. L’accaduto suscitò immediatamente la reazione dei sindacati, e ieri in tribunale è stato sottolineato che le responsabilità vi furono, anche se di diversa natura per ognuno degli imputati. E’ stato invece rinviato a giudizio il direttore dei lavori nonché responsabile del cantiere.


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