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Omicidio di San Michele. Oggi l’udienza preliminare è stata rinviata al 18 giugno, quando Marco Manzini verrà processato con rito abbreviato. Un anno fa uccise la moglie.

Marco Manzini, il 36enne sassolese che nel febbraio dello scorso anno uccise la moglie, Giulia Galiotto, a colpi di pietra, tornerà in aula il 18 giugno per affrontare il processo per rito abbreviato. Questa mattina nel corso dell’udienza preliminare i legali delòl’uxoricida Roberto Ghini ed Elena Bompani hanno depositato le ultime indagini difensive, chiesto e ottenuto l’ammissione a un rito alternativo e presentato una scrittura privata che documenta la consegna di 265mila euro ai familiari della vittima a parziale risarcimento. Nei mesi successivi al delitto Manzini ha infatti venduto la casa coniugale, l’unico bene di proprietà, e ceduto il ricavato ai genitori e alla sorella della moglie. Gli stessi parenti che oggi si sono costituiti parte civile. Quindi il Giudice Meriggi ha rinviato l’udienza a giugno per la discussione. Manzini uccise la moglie l’11 febbraio del 2009 nel garage di casa, a San Michele dei Mucchietti, al culmine di una discussione. Subitò tentò di simularne il suicidio, facendo precipitare il corpo della donna in una scarpata lungo il fiume Secchia, ma col passare delle ore e dopo un interrogatorio pieno di contraddizioni venne arrestato per omicidio. ‘Ero accecato dalla gelosia’ confessò poi al magistrato


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