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Arrestati i due presunti autori dell’omicidio di Mirandola: si tratta di due giovanissimi della provincia di Rovigo che dalla vittima dovevano comprare cocaina.

Sono scattate ieri sera le manette per Paolo Caleffi, 27 anni, camionista di Ceneselli, e Antonio Evolo, un operaio 20enne di Castelmassa, comuni in provincia di Rovigo, ritenuti dagli inquirenti i responsabili della morte di Aissa Nadini, 25 anni, marocchino, trovato domenica 11 aprile in un canale nelle campagne tra Mirandola e Concordia. L’immigrato era morto da qualche giorno, da quando cioè in quella zona aveva incontrato due abituali clienti a cui doveva vendere cocaina. I due giovani hanno ammesso di aver visto la vittima e anche di aver litigato: non volevano pagare la droga. Ne è seguita una colluttazione costata poi la vita a Nadini. Per i due l’accusa è pesante: omicidio volontario premeditato, aggravato dalla brutalità e dai futili motivi, ma sarebbe solo il 27enne l’autore materiale del delitto. Manca ancora l’arma, forse un bastone o un mattone, mentre sembra che le pietre sequestrate sul canale sporche di sangue non siano state usate. L’immigrato all’incontro con gli italiani martedì 6 aprile era arrivato assieme a un complice e alla fidanzata, ma quando gli animi si sono scaldati è rimasto solo. I testimoni però hanno visto arrivare i clienti su un’Alfa e poi, da lontano, anche la lite. Le indagini si sono quindi subito concentrate sulle conoscenze della vittima, che già la polizia sospettava coinvolta in un traffico di droga. La famiglia, attraverso i suoi legali Serafino Caruso e Antonietta Baffa Scirocco, si dice soddisfatta per la rapidità con cui si è arrivati alla soluzione del caso. Colpo in banca e fuga nel parco Rapina in banca questa mattina, a Modena. Tre uomini, armati di cutter e con accento campano, poco dopo le 10, hanno assaltato la filiale della Cassa di risparmio di Ravenna, di via Vignolese 530. Minacciando i dipendenti i malviventi sono riusciti a farsi consegnare il denaro delle casse, bottino ancora da quantificare, poi sono scappati a piedi verso il parco dietro l’istituto di credito. Sul posto la polizia con anche la scientifica, per repertare alcune tracce trovate nei locali e ritenute significative. Arrestato stupratore tunisinoIl Gip del Tribunale di Reggio Emilia Angela Baraldi, su richiesta del pm Valentina Salvi, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il tunisino di 22 anni, residente a Modena, accusato di avere aggredito una donna che stava correndo alla periferia di Fabbrico. Il giovane deve rispondere di violenza sessuale e lesioni aggravate. Ora si trova nel carcere di Reggio Emilia. L’aggressione era avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 14 aprile. Il tunisino aveva prima apostrofato la donna con frasi oscene quindi le aveva messo le mani addosso. La vittima non si era però data per vinta e aveva reagito con calci e morsi, riuscendo a mettere in fuga l’aggressore. La descrizione e i segni della colluttazione, tra cui un morso a una mano, hanno permesso ai carabinieri di Fabbrico di individuare l’uomo. Oggi l’arresto.  


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