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A processo per 30 euro. La dirigente della provincia di Modena accusata di assenteismo è stata assolta questa mattina dal giudice per l’udienza preliminare per la maggior parte dei reati contestati. Resta in piedi la vicenda dei buoni pasti.

Rinviata a giudizio per il solo reato di truffa e limitatamente alla vicenda dei buoni pasto per un ammontare di 30 euro. Il Gup del Tribunale di Modena Federico Maria Meriggi ha ridimensionato di parecchio il caso della dirigente della Provincia di Modena accusata di assenteismo, di andare a nuotare o di fare la spesa in orario di lavoro. L’inchiesta era partita nell’estate del 2008, dopo una segnalazione alla Guardia di Finanza. La donna è stata oggi assolta perchè il fatto non sussiste dall’accusa di falso ideologico. Assolta anche dall’accusa di avere percepito indebitamente lo stipendio: il giudice ha infatti accolto la tesi della difesa che sosteneva come la dirigente non fosse vincolata a orari ma a obiettivi, peraltro raggiunti dall’indagata. Sempre la difesa aveva portato in giudizio una sentenza della Cassazione che in qualche modo risolveva il dibattito sui cartellini marcatempo: sono atti privati fra il dirigente e l’ente da cui dipende, ma non hanno valore di atti pubblici. Resta in piedi, per ora, la truffa relativa a sei buoni pasto, come detto una cifra attorno ai 30 euro. Il processo inizierà il prossimo 23 giugno. ‘Quella dei buoni pasto era una parte residuale dell’inchiesta’ – spiegano gli avvocati Henrich Stove e Barbara Tassi che difendono la dirigente. ‘Da subito abbiamo chiarito che l’attribuzione dei buoni avviene in modo automatico e che quindi a monte non c’era una richiesta specifica da parte della nostra assistita’. ‘Siamo molto soddisfatti – concludono i due legali – perchè il giudice ha confermato quello che noi dicevamo sin dal primo giorno. Il caso andava chiuso prima e si sarebbero potuti risparmiare tempo e denaro’. Non commenta il pubblico ministero Giuseppe Tibis che si limita a sottolineare che a giugno ci sarà comunque un processo per truffa. Discorso a parte il procedimento disciplinare aperto dal datore di lavoro, ossia la Provincia di Modena che si è costituita parte civile. Per ora la pratica resta bloccata in attesa della fine del processo. Dal punto di vista professionale, la donna è stata trasferita dal settore ambiente all’area patrimonio ed economato.


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