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Si sono costitute parte civile le due famiglie modenesi rimaste vittime dello scandalo di false cremazioni a Massa Carrara. Ma almeno i nostri concittadini hanno potuto recuperare le salme giuste: ci sono ancora 3.350 chili di ceneri miste da identificare.

Ci sono già state quattro udienze preliminari per l’inchiesta scattata nel 2007, quando i Nas di Livorno fecero irruzione al forno crematorio del cimitero di Massa. Si era scoperto che alcune persone avevano messo in piedi un’attività redditizia: procedevano a cremazioni di più salme o resti mortali insieme, consegnando poi ai parenti ceneri a caso. 13 persone finirono in manette. Davanti al giudice ora gli imputati, alcuni eccellenti, sono 18, che aspettano di sapere se verranno rinviati a giudizio. Ma sono state udienze lunghe, con centinaia di famiglie costituite parte civile, due di Modena, oltre all’Associazione per la tutela della dignità dei defunti, tutti seguiti dall’avvocato Emiliano Pianini e ad alcuni comuni. La prossima udienza è stata fissata per il 7 maggio, ma solo a metà del prossimo mese si saprà se si terrà il processo, e per chi. Oltretutto questo è uno dei procedimenti che in caso passasse la legge del processo breve potrebbe essere a rischio prescrizione, perché si preannuncia lungo. Intanto, le due famiglie modenesi vittime dello scandalo hanno potuto riavere i congiunti. Le salme dei parenti, infatti, sono state trovate accatastate assieme ad altri 9 cadaveri in un locale del forno crematorio. Riconosciute e ottenuto il dissequestro è stato possibile effettuare la corretta cremazione e le famiglie ora sono in possesso delle ceneri giuste. Ma in molti altri casi l’incubo non è ancora finito: sono infatti stati sequestrati 3.350 chili di ceneri umane indistinte e mescolate a cui è impossibile dare un nome.


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