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Potrebbe essere stato ucciso con una pietra, certamente dopo una lite, il marocchino di 25 anni trovato morto in un canale di irrigazione nella campagne di Mirandola. Il movente sarebbe comunque da ricercare nel mondo della droga.

Aissa Nadini, 25 anni, era uscito di casa il 6 aprile assieme alla fidanzata e a un amico. Doveva incontrare alcune persone, dei giovani italiani a cui pare dovesse vendere della droga. All’appuntamento però il ragazzo rimane da solo, perché la ragazza e il connazionale hanno paura e si allontanano. Nadini però non torna più a casa. Clandestino, viveva con alcuni parenti a Mirandola, e il 9 aprile, non avendo più notizie del congiunto, la famiglia denuncia la scomparsa alla polizia. L’immigrato è stato trovato ieri pomeriggio alle 17 dal fratello M’ammad, non lontano dal luogo dell’incontro dove appunto i famigliari stavano cercando tracce del ragazzo. Era riverso in un canale di irrigazione in mezzo a due campi coltivati a grano, tra le località Fossa e Tramuschio, vicino al confine con Concordia. Il ragazzo, incensurato ma non proprio sconosciuto alle forze dell’ordine, era morto già tempo, il corpo presentava già i primi segni di decomposizione, alla testa si notavano varie ferite. Sul posto gli uomini del commissariato e della squadra mobile. L’autopsia non è ancora stata eseguita, ma da un primo esame esterno sembra che a provocare la morte siano stati alcuni colpi inferti al capo con un corpo contundente. Sul posto gli inquirenti hanno trovato e sequestrato alcune pietre sporche di sangue, se si tratta dell’arma del delitto allora l’omicidio potrebbe essere avvenuto a seguito di una lite, magari degenerata, o comunque non sarebbe premeditato. Certa anche la colluttazione tra la vittima e qualcun altro. Per ora il fascicolo aperto dal pm Claudia Ferretti è per omicidio volontario. Intanto le indagini sono in corso, in particolare si scava negli ambienti della droga: i sospetti sembrano concentrarsi su un italiano 28enne.


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