in:

Lo spacciatore ucciso venerdì nelle campagne di Campogalliano, dopo non essersi fermato ad un posto di blocco, sarebbe stato raggiunto da un colpo alla nuca. Oggi è stata eseguita l’autopsia ed è ora attesa la perizia.

E’ stata eseguita oggi dal dott. Sabino Pelosi della Medicina legale del Policlinico l’autopsia sul corpo di Abderrazak Mareghni, il tunisino di 37 anni colpito a morte lo scorso venerdì nelle campagne di Campogalliano dopo che non si era fermato a un posto di blocco. Dai primi risultati sembrerebbe che il proiettile abbia colpito l’uomo alla nuca con una traiettoria leggermente obliqua dal basso verso l’alto, una tesi che confermerebbe quanto sostenuto dalla difesa dei carabinieri di Carpi. Sarà ora la perizia balistica a chiarire senza ombra di dubbio quale dei due militari indagati per omicidio volontario, abbia ucciso. Intanto le indagini hanno accertato che sono stati cinque i colpi esplosi, quattro dal maresciallo che ha rischiato di essere travolto dall’auto degli spacciatori e uno da un secondo militare che ha sparato a scopo intimidatorio. E oggi è stato trasferito in carcere Alì Habibi, tunisino di 32 anni, complice e convivente di Abderrazak. Si trovava al Policlinico, dove ieri si è svolta l’udienza di convalida del fermo per la detenzione di droga, a seguito di una reazione allergica di alcuni farmaci. Arrestato ladro ‘verde’ A febbraio aveva denunciato il furto della propria vettura, in realtà ne aveva piena disponibilità e la utilizza per commettere, a sua volta, dei furti. I carabinieri di Castelfranco Emilia hanno arrestato un 42enne di Modena, già pregiudicato, sorpreso a rubare all’interno del vivaio Trenti di via Emilia Est: l’uomo è stato fermato mentre con una carriola stava trasportando alcune piante di pregio sradicate dall’azienda; altri arbusti erano stati appoggiati sulla fiancata della vettura. Arrestato per il furto, il 42enne dovrà anche rispondere di simulazione di reato per la falsa denuncia relativa all’auto rubata. Arsenale in uno scantinatoUna vera e propria Santa Barbara nella cantina di un appartamento disabitato di via Medaglie d’Oro 25 a Modena. A scoprire il piccolo arsenale la figlia di quello che fino al ’92 era sttao il padrone di casa, ora deceduto. La donna ha trovato in uno scatolone armi, munizioni, bossoli inesplosi. Spaventata e sorpresa, ha chiamato il 113. Ora saranno gli artificieri della polizia a proseguire con l’inventario.


Riproduzione riservata © 2016 TRC