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Sparatoria di Campogalliano: verrà conferito domani l’incarico per l’autopsia sul corpo del tunisino ucciso lo scorso venerdì, esame necessario per stabilire chi tra i due carabinieri indagati per omicidio volontario abbia esploso il colpo letale.

Solo domani verrà affidato l’incarico per l’autopsia sul corpo di Abderrazak Mareghni, il tunisino di 37 anni, ucciso da un carabiniere venerdì mattina nelle campagne di Campogalliano dopo che non si era fermato all’alt e aveva cercato di forzare un posto di blocco. L’esame sarà eseguito dal dott. Sabino Pelosi della Medicina Legale del Policlinico e sarà fondamentale per capire da quale pistola sia stato esploso il colpo letale. Sono infatti due i militari indagati per omicidio volontario: un maresciallo della Compagnia di Carpi, che ha sparato tre colpi contro l’Alfa Romeo 147 guidata dal tunisino che cercava di investirlo, e un altro militare dell’Arma che ha sparato in aria un colpo intimidatorio. Al momento solo il primo maresciallo ha reso dichiarazioni spontanee sull’accaduto, mentre il collega è stato sentito in qualità di testimone e solo in un secondo tempo iscritto nel registro degli indagati. “Sono molto provati dalla situazione – ha confermato oggi il loro legale Cosimo Zaccaria – certo non si aspettavano un’accusa così pesante, anche se si tratta di un’ipotesi di reato”. Entrambi sono ancora in servizio, il comando dell’Arma non ha applicato alcun provvedimento di sospensione; il maresciallo che ha sparato i tre colpi e che ha evitato per un soffio di venire travolto dall’auto dei due spacciatori riportando leggere contusioni è a casa in malattia. Questa mattina, intanto, l’udienza di convalida per l’arresto di Alì Habibi, il complice di 32 anni, trovato con 98 dosi tra cocaina ed eroina. Non essendo lui alla guida dell’Alfa, deve rispondere solo di detenzione di droga. Oltre a quella che i militari gli hanno trovato addosso, nella mansarda di via Nonantolana che divideva con Abderrazak erano nascosti altri 2 etti e mezzo di stupefacente.


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