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Da sfruttate a sfruttatrici: due ex prostitute, liberate dalla polizia lo scorso novembre, sono diventate a loro volta aguzzine. E avevano costretto sulla strada una sedicenne.

Erano arrivate dalla Romania assieme ad altre ragazze, assoldate da un’organizzazione che le aveva costrette a prostituirsi. Ma lo scorso novembre, a seguito di mirate indagini, gli sfruttatori erano finiti in manette. Dieci persone, tutte rumene, erano state arrestate, quattro su mandato di cattura europeo, i vertici, che erano tornati in patria. Un albergo di Modena, in pieno centro storico, era stato sottoposto a sequestro: lì le ragazze incontravano i clienti. Due delle giovani, due sorelle, costrette sulla strada dal fratello, anche lui finito in carcere, erano state affidate a una struttura, dopo qualche settimana erano tornate in Romania. Ma a gennaio sono ricomparse a Modena, questa volta in veste di sfruttatrici. Mantenevano contatti con i capi dell’organizzazione, che attraverso il fratello facevano arrivare lettere alle ragazze scrivendo da dietro le sbarre: in pochi giorni le due sorelle di 21 e 27 anni sono riuscite a riappropriarsi dello spazio lasciato libero dopo il blitz della polizia. In viale Autodromo facevano così prostituire una connazionale di appena 16 anni. La comparsa della ragazzina, di cui si notava senza alcun dubbio la giovane età, non è sfuggita agli agenti, anche se le due donne agivano con estrema prudenza. Nei giorni scorsi gli uomini della mobile hanno fatto scattare le manette ai polsi delle due rumene, come prima era accaduto ai loro aguzzini. L’arresto è già stato convalidato. La 16enne è stata portata in una struttura di accoglienza fuori provincia.


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