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Un incendio, molto probabilmente doloso, ha distrutto nella notte il tetto di una palazzina in costruzione di via Corletto Sud. Intanto stamattina, nell’interrogatorio di garanzia, Alfonso Perrone, ritenuto il capoclan di Modena, ha negato di far parte di casalesi.

Poco prima di mezzanotte i vigili del fuoco sono dovuti intervenire con due squadre per spegnere l’incendio scoppiato in una palazzina in costruzione di via Corletto Sud, a Modena. Sul posto anche le forze dell’ordine, in quanto i pompieri sospettano un’origine dolosa del rogo. In quel momento, infatti, il cantiere era chiuso e l’edificio è ancora disabitato, improbabile quindi ci fosse la presenza casuale di focolai. Nel sottotetto sono stati ritrovati poi alcuni pneumatici: da chiarire la provenienza e anche il motivo della presenza. Le fiamme hanno distrutto il tetto in legno, la cui costruzione era appena terminata. Rompe vetro, ruba borsaHa spaccato il vetro del finestrino di un’auto parcheggiata in piazzale Riccò, e ha rubato la borsa che la donna al volante aveva appoggiato sul sedile del passeggero. E’ accaduto oggi pomeriggio, a Modena: la vittima ha cercato di inseguire il giovane in bici, ma l’ha perso in via Medaglie d’Oro. A quel punto la modenese ha chiamato la polizia, indagini sono in corso. Farmacie, rubati gli incassiIgnoti, questa mattina, prima delle 10, sono riusciti a far sparire gli incassi di alcune farmacie. La pattuglia della vigilanza, che si stava spostando tra i vari titolari di Modena, arrivata in via 9 gennaio ha parcheggiato davanti all’ennesima farmacia. I due agenti sono scesi ed entrati nell’esercizio. In quel momento qualcuno ha rotto il vetro del furgone e preso i sacchetti con il denaro che erano all’interno, bottino di migliaia di euro. I due agenti si sono accorti dell’ammanco solo tornati al veicolo. Indaga la polizia. Casalesi, chi? O’ pazzo nega tutto Non ha risposto alle domande dei giudici ma ha ribadito di non avere niente a che fare con la camorra e con i casalesi, Alfonso Perrone, l’uomo considerato alla testa del clan a Modena. Questa mattina l’interrogatorio di garanzia a Reggio Emilia…. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Alfono Perrone detto ‘O Pazzo’, l’uomo arrestato giovedì scorso dai poliziotti della squadra mobile, accusato di gestire il business delle estorsioni dei casalesi a Modena. Perrone, che si trova rinchiuso nel carcere di Reggio Emilia, non ha risposto alle domande dei giudici ma, alla presenza dei suoi legali Vittorio e Umberto Rossi, ha reso dichiarazioni spontanee per chiarire che non è e non mai stato affiliato ad alcuna organizzazione criminale. Perrone hai poi respinto una a una tutte le accuse a suo carico. “Sono perplesso per il clamore che si sta dando a questa indagine” – ha commentato l’avvocato Vittorio Rossi. “I fatti contestati al mio assistito risalgono a molto tempo fa, addirittura anni” – spiega il legale. “Riguardo poi al presunto sodalizio con il super boss Michele Zagaria, latitante dal 1995, le accuse – precisa Vittorio Rossi – si basano su una sola intercettazione telefonica che lo stesso perito dichiara compatibile al 75%: o la compatibilità della voce è del 100% o non significa nulla” – taglia corto l’avvocato Rossi, che nei prossimi giorni presenterà la richiesta di scarcerazione al Tribunale del Riesame di Bologna. A ognuno il proprio ruolo, gli avvocati difrendono, inquirenti e investigatori ritengono invece di avere messo le mani su un’organizzazione in pericolosa evoluzione nella nostra provincia. Non solo Perrone, ma anche molti degli altri arrestati nella maxi operazione anti-camorra, oggi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia. Una mossa abbastanza prevedibile, il fasciocolo dell’inchiesta è molto corposo e i legali prendono tempo per definire una strategia difensiva. Liti a Carpi, due denunceLa scorsa notte la polizia di Carpi è intervenuta in una lite in piazzale Re Astolfo. Sul posto sono stati trovati alcuni ragazzi, italiani e magrebini, con varie contusioni sul corpo ma che negavano ci fosse stata una rissa. Gli agenti, poco dopo, hanno fermato un 26enne del Marocco, ubriaco, che nascondeva addosso un tubo di gomma rigida lungo 65 centimetri. E’ stato denunciato per il possesso dell’arma. Ed è stato denunciato, poco dopo, anche un altro marocchino, sempre di 26 anni, che aveva picchiato la moglie durante una lite. L’immigrato si era scagliato anche contro gli agenti giunti in soccorso della donna.   Controlli dei ccFine settimana di controlli dei carabinieri in zona Tempio a Modena. Nel corso degli accertamenti, mirati in particolare agli esercizi commerciali, i militari hanno identificato 20 persone, arrestato un 28enne nigeriano, colpito da decreto di espulsione, mentre un suo connazionale clandestino è stato condotto al Cie.


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