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Catia Caliti è in carcere da questa mattina: è accusata dell’omicidio del padre, avvenuto a Carpi dieci giorni fa. Gli inquirenti ritengono di aver raccolto sufficienti elementi contro la donna, in particolare le tracce di sangue sul suo giaccone.

La polizia ha raggiunto Catia Caliti alle 11 di questa mattina: era a casa di un parente, di ritorno dal funerale del padre, Guido, il pensionato 88enne ucciso dieci giorni fa nel suo appartamento di via Lucrezio 11, a Carpi. A quell’ora è scattato per la donna il fermo emesso dai magistrati Lucia Musti ed Enrico Stefani: Catia Caliti è finita in manette, poco dopo è stata portata in carcere. E’ accusata di avere ucciso barbaramente il padre per motivi economici: i 23mila euro che la donna aveva – dice la polizia – sottratto con l’inganno al genitore e che probabilmente aveva scatenato fra i due una diatriba che è andata via via peggiorando. Un omicidio d’impulso per gli inquirenti, probabilmente seguito a una lite iniziata forse tra padre e figlia prima ancora che rientrassero in casa del pensionato. Determinante per l’accusa le tracce di sangue della vittima trovate sul giaccone della donna: sarebbero per forma e localizzazione incompatibili con il fatto che lei possa essersi sporcata inavvertitamente nel momento in cui ha detto di aver scoperto il cadavere del padre, alle 12.30 del 12 febbraio. Non ancora, invece, per il momento, prese in esame le tracce biologiche ritrovate sulla camicetta e su uno strofinaccio sequestrato a casa della Caliti. In mano agli inquirenti la falsificazione da parte della figlia del libretto di risparmio di Guido Caliti, e anche alcune incongruenze nel racconto fornito dalla donna, oltre forse a elementi derivanti da intercettazioni ambientali. Il pensionato è stato ucciso con 15 colpi alla testa, frontali, sferrati con un oggetto pesante non ancora identificato. Da subito le indagini si sono concentrate sulla figlia dell’uomo, anche se lei tramite il suo avvocato, Riccardo Pellicciardi, si è sempre detta estranea alle accuse. Allo stato attuale non vi sono altre persone indagate per il delitto. Entro mercoledì si terrà dal gip l’udienza di convalida del fermo.


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