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Questa mattina in Procura a Modena Catia Caliti, la donna accusata di avere ucciso il padre Guido una settimana fa, è stata sottoposta alla perizia grafica. Momenti di tensione all’uscita, quando il marito ha spinto gettando a terra uno dei cameraman.

“Le hanno fatto scrivere quello che bene o male era sul libretto di risparmio: nome, date e numeri, nient’altro”. Non dice nulla di più l’avvocato Giorgio Pelliciardi che, con il padre Riccardo, difende Catia Caliti, la donna di Carpi accusata di avere ucciso il padre Guido Caliti. Questa mattina la donna è stata sottoposta al cosiddetto saggio grafico, una perizia che dovrà accertare se la grafia della donna è la stessa che appare su un libretto di risparmio del padre, dove – sostengono gli inquirenti – alcune operazioni sarebbero state falsificate. Il test, durato circa una mezzora, è stato affidato alla dottoressa Maria Barbara Conte di Bologna, grafologa e consulente giudiziaria, che si è presa 60 giorni per consegnare la perizia completa, i primi risultati dovrebbero però arrivare in tempi più brevi, al più tardi in un mese. Se la perizia si è svolta in un clima sereno e tranquillo, momenti di tensione si sono registrati all’uscita quando il marito di Catia Caliti, Gino Marri, ha inveito contro i giornalisti e ha aggredito un cameraman facendolo cadere a terra. Le indagini continuano. Sul tavolo del dott. Stefani c’è la prima relazione della Medicina Legale nella quale viene confermato che il sangue ritrovato sul piumino di Catia Caliti appartiene al padre Guido. Ancora qualche giorno invece per attribuire le macchie biologiche trovate su uno strofinaccio e su una camicetta sequestrati a casa della donna. Catia Caliti è accusata di omicidio volontario aggravato: per i magistrati avrebbe ucciso barbaramente il padre per motivi economici, dopo avergli prosciugato buona parte dei risparmi: “Non c’è nulla di nuovo – ha confermato l’avvocato Giorgio Pelliciardi – oggi ci siamo limitati alla perizia e Catia Caliti non ha fatto alcuna dichiarazione in merito all’omicidio, non c’è nulla di nuovo rispetto alle dichiarazioni già rese nell’interrogatorio”. Concentrato sulle indagini, ormai dentro alle vite della vittima e dell’imputata, il sostituto procuratore Stefani non ha voluto commentare la perizia grafica e nemmeno i primi risultati del test del dna, ma si è limitato a dire: “Mi raccomando dite che Guido Caliti era una brava persona, perchè era davvero così”.


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