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37 lavoratori irregolari, di cui tre clandestini, scoperti nella bassa modenese in aziende del tessile-abbigliamento dalle fiamme gialle. Un capannone era stato addirittura attrezzato come albergo abusivo per ospitare, in condizioni di fortuna, 25 immigrati cinesi.

La lotta al lavoro nero si fa ancora più pressante. I controlli della Guardia di finanza questa volta hanno riguardato laboratori tessili della bassa modenese, in particolare a Mirandola, Medolla, Finale Emilia, Carpi e Novi di Modena. Sette le aziende del settore abbigliamento, gestite da imprenditori cinesi che sono finite nel mirino delle fiamme gialle che impiegavano 37 lavoratori irregolari, perlopiù di nazionalità cinese, tra i quali tre immigrati clandestini, che sono stati arrestati. Per l’imprenditore che impiegava manodopera clandestina, oltre alla denuncia all’autorità giudiziaria, è scattato il sequestro del laboratorio e delle attrezzature utilizzate per la lavorazione con lo scopo di impedire la reiterazione del reato. L’uomo rischia una pesante sanzione e la reclusione in carcere fino a 4 anni.Per gli altri imprenditori che utilizzavano manodopera irregolare, oltre all’applicazione della maxi sanzione fino a 12 mila euro per ciascun lavoratore, è scattata la segnalazione alla direzione provinciale del lavoro in base al testo unico della sicurezza sul lavoro approvato nel 2008, che prevede la sospensione dell’attività se il numero di lavoratori non in regola è pari o superiore al 20 % del totale della forza lavoro. I controlli della Guardia di Finanza anche anche permesso di scoprire un abuso edilizio. In un capannone erano infatti stati ricavati 11 alloggi di fortuna, senza le autorizzazioni sanitarie necessarie, nei quali venivano ospitati 25 lavoratori immigrati.Dall’inizio dell’anno, cioè in poco più di un mese e mezzo, sono già 45 i lavoratori irregolari scoperti dalle fiamme gialle, a fronte dei 33 dello stesso periodo del 2009, con un incremento pari al 36%.


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