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Un uomo di 88 anni è stato trovato morto in casa sua a Carpi. Aveva il cranio fracassato, ma non sarebbe stato ucciso per una rapina. A trovare il corpo la figlia.

La figlia, assieme al compagno, era passata poco dopo mezzogiorno e siccome l’anziano genitore non rispondeva ha aperto la porta. E lo ha trovato sul divano, il cranio fracassato. In via Lucrezio 11, a Carpi, in pochi minuti sono arrivati gli investigatori della polizia e il pm, Enrico Stefani, poco dopo anche la medicina legale. Guido Caliti, 88 anni, operaio in pensione, era morto già da qualche ora, forse dalla sera prima. E’ stato colpito alla testa con almeno due colpi, con un’arma pesante, un martello o un grosso bastone, che però ancora non è stata ritrovata. La figlia Catia lo aveva visto l’ultima volta ieri alle 17.30, dopo che lo aveva accompagnato a fare la spesa e poi lo aveva riportato a casa. Nell’appartamento non c’era un disordine tale da far pensare che qualcuno avesse rovistato in giro, non sono stati trovati segni di effrazione su porte e finestre, ma la figlia non ha saputo dire se mancava qualcosa. Gli inquirenti, comunque, sembrano escludere la rapina finita male, il movente lo si cerca altrove, e la vicenda è ancora tutta da chiarire. Catia Caliti, commessa di un negozio a Carpi, è stata ascoltata per ore in commissariato, per ricostruire la vita del genitore. La polizia ha sentito anche numerosi testimoni, vicini di casa e amici. Guido Caliti, nato a Budrione, viveva solo da quando, pochi anni fa, aveva perso la moglie. In via Lucrezio ci abitava da più di vent’anni. Aveva tanti conoscenti tra i vicini di casa Guido Caliti: pensionato arzillo, anche se aveva sofferto per la scomparsa della moglie, quasi tutti i giorni andava a giocare a carte con gli amici al centro anziani. Indipendente, con solo un problema di sordità, era spesso in giro per il quartiere. A volte lo si vedeva in bici andare in centro. Salutava tutti, e tutti i vicini lo ricordano come persona gentile e affabile. Nessun problema condominiale, nessun nemico o dissapore che possa aver confidato agli amici. La figlia, ricorda chi lo conosce, andava a trovarlo spesso, e tutte le domeniche andavano insieme a pranzo fuori. Una persona, un anziano, come tanti nella zona. E il quartiere è tranquillo, le persone si sono sempre sentite al sicuro, oggi erano tutti sconvolti all’apprendere quanto era accaduto.


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