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Maxi truffa alle banche: a scoprirla la polizia di Carpi. Due le persone finite nei guai e per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. Fra questi l’ex segretario cittadino dell’Udeur.

Compravano immobili in zone degradate, come via Lago di Bolsena o via Etna, a Carpi; li pagavano 50mila euro ma riuscivano, con attestazioni fittizie, ad ottenere dalle banche un mutuo prima casa per un valore doppio. A presentarsi agli sportelli Unicredit, Monte dei paschi di Siena, Unipol, erano prestanome che presentavano false autocertificazioni sul valore della casa, falsi progetti di ristrutturazioni, false buste paga. Però mostravano anche l’intermediazione di un’importante agenzia immobiliare carpigiana, che contribuiva a garantire la validità dell’operazione. Ma quando gli istituti di credito, a rate scadute e mai pagate, rintracciavano gli acquirenti, scoprivano che si trattava di senza tetto, nullatenenti, e che gli appartamenti valevano ben poco. Questa la truffa alle banche da 700mila euro ricostruita della polizia del commissariato dopo due anni di indagine. L’inchiesta è nata a seguito di un sopralluogo a casa di Luca Cioffo, 33 anni, imprenditore edile originario di Caserta e in passato segretario carpigiano e vice segretario regionale dell’Udeur. Gli agenti stavano cercando di verificare la veridicità di alcuni matrimoni fra stranieri e italiani, quando nel computer del giovane hanno trovato una falsa busta paga e l’acconto per un immobile. Dopo aver sentito decine di testimoni e sequestrato un migliaio di documenti, la polizia è giunta alla conclusione che Cioffo, con la complicità del titolare dell’agenzia immobiliare, un 42enne originario di Genova ma residente a Carpi, era riuscito ad accantonare 200mila euro: ai prestanome arrivano poche migliaia di euro. Per i due uomini la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa aggravata e falsità materiale. Il commissariato fa appello a chi ha venduto in buona fede alloggi con questa modalità perché segnalino il caso.


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