in:

Potrebbe rischiare la denuncia per sequestro di persona l’uomo, di origini marocchine, accusato dalla figlia 18enne di stalking. Intanto, sulla vicenda, fioccano commenti e prese di posizione.

Potrebbe aggravarsi la posizione dell’uomo del Marocco accusato dalla figlia 18enne di stalking. Una compagna di scuola della ragazza era presente quando il genitore ha afferrato la figlia per i capelli per costringerla a salire in macchina e a seguirlo a casa. Motivo di tanto rancore, il fatto che la studentessa rinnegasse le tradizioni della famiglia, si comportasse come una occidentale e soprattutto che uscisse con un italiano. Il padre, infatti, per lei aveva già in mente il matrimonio con il figlio di connazionali. L’uomo per ora è indagato per stalking, ma potrebbero anche ravvisarsi sequestro di persona e lesioni. “Una denuncia che deve essere d’esempio per tante donne musulmane – dice l’onorevole Isabella Bertolini, coordinatore provinciale del Pdl – perché la ragazza si è ribellata alla condizione di oppressione imposta dal padre, dettata da precetti religiosi e morali incompatibili con i principi della nostra Costituzione”. Ad invocare il rispetto della nostra cultura e del nostro stile di vita sono anche i consiglieri regionali Aimi, Leoni e Manfredini, mentre per il vice coordinatore regionale del Pdl Lenzini si tratta di “falsa integrazione”. “Alla base di questi eventi ci sono comportamenti e atti che violano la legge, che garantisce la piena libertà, e pertanto debbono essere severamente puniti – spiega il segretario provinciale del Pd Davide Baruffi – In questo senso trovo inappropriato parlare di precetti religiosi o richiedere il rispetto della nostra cultura. Noi – conclude Baruffi – chiediamo piuttosto il rispetto della legge. Senza distinzione religiosa o culturale”.


Riproduzione riservata © 2016 TRC