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Nuovo sopralluogo oggi da parte dei Ris di Parma nella casa dove la vigilia di Natale don Giorgio Panini ha ucciso l’amico di sempre Sergio Manfredini.

I Ris di Parma sono tornati nella casa delle campagne di Vignola dove la scorsa vigilia di Natale Sergio Manfredini ha perso la vita. I carabinieri hanno svolto ulteriori rilievi tecnici per ricostruire con esattezza la dinamica del delitto, dopo aver raccolto le testimonianze del figlio della vittima, Davide, e della madre Paola Bergamini, entrambi rimasti feriti nella colluttazione con il parroco. La donna e il figlio si sono infatti avventati contro il sacerdote che pugnalava a morte l’amico di sempre. E continuano anche le indagini per risalire al movente, che secondo gli inquirenti è di natura economica visto che vittima e carnefice avevano proprietà e affari in comune. Don Giorgio invece è sempre in carcere, quotidianamente assistito dal punto di vista psicologico. Ancora oggi il parroco di Brodano ripete di non ricordare quasi nulla dell’accaduto. In sospeso c’è ancora la richiesta di una perizia psichiatrica per mettere agli atti i ricordi del sacerdote e la sua versione dei fatti relativa a quanto successo la notte del delitto, avanzata dall’avvocato della difesa. 18enne denuncia padre per stalking Una ragazza di 18 anni, nata a Modena ma di origini marocchine, ha denunciato il padre e la procura del tribunale ha aperto un fascicolo per stalking. Secondo il racconto della studentessa, il genitore, da qualche tempo separato dalla madre, giorni fa l’avrebbe costretta a seguirlo a casa. Qui l’avrebbe malmenata e trattenuta per un po’, con l’obiettivo di farle cambiare stile di vita. Da qualche tempo l’uomo accusava la figlia di comportamenti troppo occidentali, accuse divenute minacce e persecuzioni quando ha scoperto che la ragazza aveva un fidanzato modenese. Questo il racconto fornito dalla 18enne.


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