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Mamma e neonata stanno bene, ma l’esperienza del parto nel bagno di un ospedale ha comunque traumatizzato la donna e indignato i famigliari, che hanno deciso di presentare denuncia.

Il parto è stato certamente rapido: la donna ha avvertito le doglie ed è salita in auto con il marito per raggiungere il Policlinico. Ma appena lasciata la casa le si sono rotte le acque. Per questo i coniugi hanno deciso di non rischiare e si sono fermati al più vicino presidio sanitario: l’ospedale della loro città, Castelfranco. Al pronto soccorso, che in questo caso è un punto di primo intervento, sono stati accolti da un medico e una infermiera, ma il reparto di ostetricia non c’è. Unica possibile soluzione, il trasferimento in ambulanza al Policlinico. La futura mamma è stata sistemata su una barella in attesa, ma a un certo punto ha sentito il bisogno di andare in bagno. E una volta nella toilette la situazione è precipitata: la figlia è venuta alla luce in pochi secondi. Il marito è corso in aiuto, seguito dal medico che poi ha provveduto a tagliare il cordone ombelicale. In via Del Pozzo, quindi, ci sono arrivate in due e qui sono stati svolti accertamenti per essere certi che il traumatico parto non avesse lasciato conseguenze. Mamma e neonata stanno bene, comunica l’Asl, ma la signora non deve ancora aver superato lo choc. I famigliari hanno spiegato di aver già presentato denuncia ai carabinieri per l’accaduto, certi che nel 2010 una donna non possa partorire in bagno, soprattutto in quello di un ospedale. L’Asl, dal canto suo, spiega che tutto si è svolto con regolarità ed è accertato dalla cartella clinica, il problema è stata la rapidità del parto. E comunque, alla donna, aggiungono dall’azienda sanitaria, era stato sconsigliato di andare in bagno.


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