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13 lavoratori in nero, irregolare un esercizio su 2. La Guardia di finanza ha controllato i ristoranti etnici del modenese e le irregolarità emerse confermano come il lavoro nero sia una vera emergenza.

E’ allarme lavoro nero. Ieri, la classifica del Sole 24ore sulla base dei dati dell’ispettorato del lavoro ha rilevato come su oltre 1000 imprese modenesi controllate lo scorso anno, quasi il 60% è risultata avere delle irregolarità. A conferma di ciò, oggi arrivano i dati della Guardia di finanza. Nel 2009, le fiamme gialle hanno scoperto 429 lavoratori irregolari, il 317% in più dell’anno precedente, a fronte di un numero praticamente invariato di controlli. Colpa della crisi, forse, ma non solo. “Il nostro compito – ci spiega il colonnello Alberto Giordano, comandante provinciale della Guardia di Finanza – è quello di tutelare i lavoratori e le aziende oneste che operano rispettando le regole e che, per questo, non devono essere penalizzate”. Anche perché la concorrenza sleale, praticata ricorrendo al lavoro nero, rischia di mettere fuori dal mercato chi rispetta le regole. Un’emergenza vera e propria, incrementata dagli effetti della crisi, con tanti lavoratori senza un’occupazione e pronti a tutto. “E’ il momento di combattere con tutte le forze il lavoro nero – commenta Luigi Tollari, segretario provinciale della Uil – un fenomeno che colpisce l’economia sana di un Paese perché destabilizza le regole, mina la legittima concorrenza e facilita i traffici della criminalità organizzata, soprattutto quando si tratta di stranieri”. Per questo le Uil chiede di rivedere le leggi sull’immigrazione che incentivano lo sfruttamento degli stranieri che, perso il lavoro, diventano clandestini. Ultimo in ordine di tempo, il caso dei ristoranti etnici del modenese. Su 15 esercizi commerciali controllati dalle fiamme gialle, 8 utilizzavano manodopera irregolare. Totalmente in nero 13 dei 47 lavoratori controllati, tutti cinesi. Un trend che conferma quello degli altri controlli effettuati dalla Guardia di Finanza su singole categorie: ambulanti, parrucchiere, meccanici e imprese edili. Per i titolari delle ditte, oltre alla sanzione da 1500 a 12mila euro, la direzione provinciale del lavoro dovrà ora valutare anche la sospensione dell’attività. E anche Confesercenti Modena sottolinea l’importanza di contrastare con determinazione e continuità il lavoro nero. “Il ricorso a personale non in regola – commenta l’associazione  – nega i diritti dei lavoratori più deboli e introduce gravi elementi di turbativa nelle regole della libera concorrenza”.


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