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Due fratelli alpinisti di Montefiorino sono stati travolti da una slavina, in prossimità della vetta del Cimone. L’amico che era con loro è riuscito a dare l’allarme e così i volontari del soccorso alpino sono riusciti ad evitare il peggio.

Poteva costare carissimo a due alpisti di Montefiorino, il piacere di raggiungere la vetta innevata del Cimone. I due fratelli, di 49 e 43 anni, stavano effettuando, insieme ad un amico, una discesa fuoripista, nel canalone del monte che guarda Fiumlabo, quando sono stati travolti da una slavina di 50 metri e 15 di fronte. Fortunatamente, però, solo il più giovane dei due è rimasto sepolto, mentre l’amico illeso è riuscito a raggiungere il rifugio la Capanna dei Celti, in località Doccia, e a dare l’allarme. Alle 14,30 sono scattati i soccorsi guidati dai volontari della protezione civile e dai militari sciatori della locale stazione dei carabinieri. Una corsa contro il tempo per salvare il fratello rimasto sepolto nelle neve che si è felicemente conclusa alle 16,30. Il 43enne, rimasto sotto la slavina, è stato individuato con le sonde ed estratto dalla coltre bianca ancora cosciente, ma in evidente stato di ipotermia. Immediate le cure del personale del 118 di Pavullo per renderne possibile il trasporto in ospedale. Oltre al principio di assideramento, l’uomo ha riportato numerosi lesioni agli arti inferiori, ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Proprio stamattina la Prefettura di Modena aveva segnalato un marcato rischio di valanghe sui rilievi appenninici, raccomandando agli escursionisti di prestare la massima prudenza. Le condizioni atmosferiche di questi giorni infatti rendono probabile il formarsi di slavine, pertanto è bene che gli sciatori evitino di avventurarsi in percorsi fuori pista, come dimostrano questa vicenda e i ben più tragici episodi verificatisi nei giorni scorsi sulle Alpi.


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