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Dopo tre giorni passati a sorvegliare i fiumi, la situazione nel modenese è tornata alla normalità. Ma eventi così estremi stanno diventando, purtroppo, normalità.

Dopo giorni di allerta, timori e gran lavoro per tutto il sistema di protezione civile del nostro territorio, la situazione dei fiumi e dei torrenti modenesi è tornata sotto controllo. Le due ondate di piena successive sono state causate dall’improvviso alzarsi delle temperature che ha sciolto repentinamente la grande quantità di neve caduta nello scorso fine settimana e la contemporanea pioggia che ha continuato a cadere in montagna. Ma una situazione similare, anche se non così preoccupante, si era verificata non più tardi di un anno fa a ulteriore riprova di un fatto che climatologi, ma anche amministratori, danno ormai per scontato: questi eventi estremi, pur così violenti nella loro portata, non sono più purtroppo sporadici ed eccezionali. I due fiumi modenesi – Secchia e Panaro – si sono ritrovati a smaltire in pochi giorni qualcosa come 9 milioni di metri cubi di acqua. Panaro, come era già accaduto negli ultimi tempi, ha retto meglio. Secchia, invece, ha faticato molto di più. I ponti da Ponte Alto a Concordia sono rimasti chiusi per ore e l’unica fortuna, se così la possiamo definire, è che le situazioni più difficili si sono verificate a Natale e Santo Stefano, due giorni di scuole, fabbriche e uffici chiusi, e con spostamenti tutto sommato limitati. Molte persone – tecnici e volontari della protezione civile, vigili del fuoco, polizia municipale – hanno sacrificato il festeggiamento privato e vegliato sulla incolumità delle nostre zone. Una volta passato il peggio, si è detto che il sistema-Modena ha tenuto, ma dai nostri amministratori è arrivata, ancora una volta, la richiesta unanime di fondi per mettere in sicurezza il nostro territorio, considerato la zona debole dal punto di vista idraulico di tutta la Regione. Anche il capo della protezione civile Bertolaso, ieri pomeriggio, ha promesso l’interessamento del Governo e lo sblocco dei fondi del Cipe. Vedremo se questa sarà la volta buona.


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