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E’ piantonato in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario don Giorgio Panini, parroco di Vignola. Nella notte ha ucciso l’amico che, assieme alla sua famiglia, da tanti anni lo ospitava.

Una tragedia, resa più insopportabile dal fatto che è accaduta alla vigilia di Natale, un omicidio dai contorni ancora poco chiari, infarcito di voci di paese e di poche conferme, ma in cui è coinvolto un sacerdote. La scorsa notte, intorno alle 3.30, in una casa colonica di via Cascinetto 1, in località Due Ponti a Vignola, Don Giorgio Panini, 57 anni, energico parroco di Brodano, Pratomaggiore e Formica ha ucciso a coltellate l’amico fraterno Sergio Manfredini, 67 anni, funzionario di banca in pensione, e ferito gravemente la moglie dell’uomo, Paola Bergamini, anche lei 67 anni, e il figlio della coppia Davide di 43 anni. La donna, raggiunta da un fendente alla gola, è stata sottoposta in mattinata a un delicato intervento chirurgico; le sue condizioni sono gravi ma non è in pericolo di vita. Ora è ricoverata nel reparto di rianimazione del Policlinico dove, in un altro reparto, quello di chirurgia della mano, si trova anche il figlio Davide. Don Giorgio è invece ricoverato all’ospedale di Baggiovara, per alcune ore è stato mantenuto in coma farmacologico per superare un forte trauma cranico. Ora però è vigile e gli è stato notificato il fermo per omicidio volontario. Il sacerdote viveva da molti anni con la famiglia Manfredini; nella grande casa di via Cascinetto c’era posto per tutti. In un piano abitava Sergio con la moglie, sopra di loro il figlio Davide e la nuora Renata Paladini, con i due figli Giulia e Simone. Ieri sera erano tutti in casa. Don Giorgio era rientrato dopo avere trascorso la serata assieme ad alcuni parrocchiani. Ci sono ancora molti aspetti da chiarire, su cui stanno lavorando i carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Mariangela Sighicelli. Questa, al momento la ricostruzione dei fatti: nel cuore della notte Don Giorgio avrebbe preso un coltello dalla cucina e aggredito Sergio e Paola Manfredini nella sala al piano terra. Sergio è stato raggiunto da numerose coltellate che ne hanno provocato la morte, nella colluttazione è rimasta ferita anche la moglie, quindi don Giorgio è stato ridotto all’immobilità da Davide Manfredini, svegliato dalle grida e corso al piano di sotto, che lo ha colpito con un candeliere alla testa. A quel punto sono arrivati i carabinieri e le ambulanze. Sul movente gli inquirenti non si sbilanciano, non si esclude un delitto di natura passionale ma, sullo sfondo, potrebbero esserci problemi di natura economica. Certo non mancano le chiacchiere di paese, ma di fronte a un omicidio servono fatti e riscontri. Un sacerdote molto amatoDon Giorgio guida diverse parrocchie di Vignola, è molto amato e popolare. A Brodano è arrivato nel 2000 e da subito si è mostrato particolarmente attivo. Riusce a coinvolgere i parrocchiani, li motiva, tanto che le sue funzioni religiose sono sempre molto partecipate. Ha anche istituito un vero e proprio banco alimentare per aiutare i bisognosi e nel progetto è riuscito a far convergere più di 150 volontari. Gli impegni in questi giorni non gli mancavano. Stasera avrebbe dovuto celebrare la messa di Natale nella Chiesa di Pratomaggiore; domattina alle 11 la solenne cerimonia della natività nella Chiesa di Brodano. Dovevano essere momenti di gioia, saranno invece occasioni di incontro e di riflessione. La Diocesi invoca perdono e confortoE sull’omicidio di Vignola interviene anche la Diocesi di Modena. “Siamo costernati di fronte alla tragedia della scorsa notte, così inspiegabile e drammatica” – leggiamo in una nota. La chiesa modenese si dice particolarmente vicina alla famiglia Manfredini così crudelmente colpita e alle parrocchie di Brodano, Pratomaggiore e Formica. Senza mai citare direttamente don Giorgio Panini, dalla Diocesi viene però espresso il bisogno di implorare dal Signore perdono e conforto.  


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