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E’ stato arrestato questa mattina alla casa di lavoro di Saliceta. E’ accusato di far parte di una banda di camorristi che chiedeva il pizzo di Natale nel casertano. Giovanni Venosa nel film Gomorra interpretò se stesso.

L’indagine, coordinata dalla Dda di Napoli, è stata condotta dai carabinieri di Mondragone, che questa mattina hanno fatto scattare le manette ai polsi di sei persone ritenute responsabili di estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti la banda, vicina ai clan dei casalesi Bidognetti e Venosa, chiedeva ai commercianti di Castel Volturno il “pizzo di Natale”, somme da destinare ai camorristi reclusi. Minacce e intimidazioni accompagnavano le richieste. Uno dei presunti estorsori è Giovanni Venosa, di San Cipriano, nipote del boss Luigi condannato all’ergastolo nel processo Spartacus. L’uomo era recluso alla casa di lavoro di Saliceta San Giuliano, ed è stato uno degli attori del film Gomorra, tratto dal best seller di Roberto Saviano. Venosa aveva interpretato di fatto se stesso, cioè un capozona, il boss di Pineta Mare che condannò a morte due ragazzini che volevano diventare camorristi senza obbedire ai suoi ordini. Pochi mesi dopo la fine del film, a luglio 2008, Venosa venne dichiarato delinquente abitale e mandato a Modena. Durante una licenza, a gennaio di quest’anno, scappò; dopo poco venne nuovamente arrestato, e riportato a Saliceta. Questa mattina sono scattate di nuovo le manette. Sparò a ladri, l’accusa è tentato omicidio  Avviso di garanzia con richiesta di interrogatorio per Giuliano Barbieri, il commerciante di Formigine che la notte del 7 novembre 2009 aveva affrontato tre montenegrini che avevano cercato di svaligiargli il negozio, ferendone uno con un colpo di pistola. Barbieri sarà interrogato domani pomeriggio alle 15 in Procura. L’ipotesi di reato contestata è quella di tentato omicidio. “Cercheremo di comprendere – precisano gli avvocati difensori, Aimi e Ciancia – se sulla base della ricostruzione accusatoria, quell’ipotesi individuata sia l’unica prospettabile e non si sia trattato piuttosto di legittima difesa”. Discarica abusiva in un parcheggio Avevano trasformato un parcheggio di Spilamberto, su via Modenese, in una discarica abusiva a cielo aperto. Questa la conclusione a cui sono giunti i carabinieri della stazione, che hanno svolto un sopraluogo con i colleghi del nucleo operativo ecologico. Nell’area, in locazione della ditta Primavera, i militari hanno trovato manufatti in ferro, elettrodomestici non più funzionanti, batterie al piombo esauste, rottami edili e di arredamento e apparecchi elettrici ed elettronici. Il materiale era accatastato alla rinfusa e senza alcuna protezione. La zona, circa 500 metri quadrati, è stata posta sotto sequestro. Denunciato il legale rappresentate della ditta, e avvisati Comune e organi preposti per la rimozione e smaltimento dei rifiuti.


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