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8 anni di indagini, 150 tra avvocati e collaboratori, 110 giornalisti ma soprattutto 424 malati da amianto o parenti delle vittime. 8 di queste erano modenesi. Questa mattina a Tornio prima udienza di un processo che è già entrato nella storia: quello per i morti di amianto. Sul banco degli imputati, per la prima volta, i proprietari svizzeri della Eternit.

Disastro ambientale doloso ed inosservanza volontaria delle norme di sicurezza: il processo più grande d’Europa, il processo Eternit ha inizio. In contemporanea si tiene un funerale, altri tre la scorsa settimana: è uno stillicidio, di amianto si continua a morire. Oggi a Torino la prima udienza del maxi processo: sul banco degli imputati i due responsabili della multinazionale, lo svizzero Stephan Schmidaeiny ed il belga Louis De Cartier, accusati delle morti legate alla lavorazione dell’amianto nelle quattro sedi italiane di Cavagnolo, Casale Monferrato, Rubiera e Bagnòli: 2.200 morti, 8 dei quali modenesi, e 700 malati senza speranza. Otto anni di indagini ed un fascicolo di 200 mila pagine: per arrivare all’udienza di oggi il procuratore Raffaele Guariniello ed i sostituti Gianfranco Colace e Sara Panelli hanno dovuto compiere un lavoro immenso. Prima altri processi per i morti della Eternit e qualche condanna, mai però si era arrivati a toccare i proprietari svizzeri. E’ la prima volta in Europa che in una causa per danni ambientali sarà un collegio internazionale a difendere le parti civili, quasi 3000. Tra queste anche la Regione Emilia Romagna.


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