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Videopoker modificati in modo da frodare l’erario con il coinvolgimento di un ispettore della Guardia di finanza e la complicità di baristi e gestori di locali: le fiamme gialle di Bologna hanno sgominato un’organizzazione criminale i cui capi erano già incappati nell’operazione “Medusa” che, nel modenese, aveva indagato pure affiliati al clan dei Casalesi.

Videogiochi e videopoker modificati in modo da garantire maggiori profitti a coloro che avevano ideato la frode informatica a scapito dell’erario. A questo si aggiungeva la complicità di gestori di bar e caffè che ospitavano nei propri locali le macchinette alterate, ma soprattutto c’era il coinvolgimento di un militare che era in grado di mettere sull’avviso i baristi prima che venissero effettuati i controlli. Sono questi i termini di una vasta frode ai danni dello Stato escogitata da un’organizzazione criminale sgominata dal comando provinciale della Guardia di finanza di Bologna. 10 le ordinanze di custodia cautelare, oltre 60 le perquisizioni effettuate anche nel modenese oltre che in tutta la regione come pure in Lombardia e Sicilia. Le menti del sodalizio, padre e figlio, titolari di una società che installa slot machine e videopoker, erano già stati coinvolti in una precedente indagine condotta dalla Dda di Bologna insieme alla questura di Modena: nell’operazione “Medusa” figuravano tra gli indagati anche alcuni affiliati al clan dei Casalesi. Di questo ultimo reato però non erano accusati padre e figlio che, nell’ambito dell’indagine modenese, erano considerati personaggi di contorno: in quella occasione, infatti, erano stati indagati a piede libero. A giugno, il figlio era, però, stato arrestato in flagranza di reato per detenzione e porto abusivo di armi. Una trentina i baristi che mettevano a disposizione i propri locali per i videopoker alterati. Sconcertante il coinvolgimento di un militare della guardia di finanza: si tratta di un ispettore della tenenza di Vignola che ora si trova agli arresti domiciliari. L’accusa per lui è di aver avvertito gli esercenti dei locali nell’imminenza dei controlli. Ancora da verificare se le modifiche alle macchine non solo frodavano lo Stato, ma in qualche modo anche i giocatori.


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