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Droga da Milano, ma anche da Reggio Calabria, con il beneplacito della ‘ndrangheta. Dieci persone sono state arrestate dai carabinieri. Durante l’indagine si è scoperto che ora sul mercato ci sono dosi di cocaina da 10 euro, preparate apposta per attirare i giovanissimi.

Portavano nel modenese 5 chili di cocaina alla settimana, valore 80mila euro, per smistarli fra la Bassa, Modena e Ferrara. Compravano la droga a volte a Milano, da due grossi fornitori, Marisa Ferramosca, 39 anni, e il suo convivente, Mohsen Matholuithi, tunisino 42enne, finiti in manette questa mattina, assieme ad altre sei persone. Fra questi i cugini Raffaele, 44 anni, e Filippo, 25, Gallo, di Gioia Tauro, fortemente sospettati dai carabinieri di importanti contatti con la ‘ndrangheta. Erano gli altri grossisti da cui la banda si riforniva, con l’intermediazione di una donna, Concetta Immacolata Modaferri, arrestata in flagranza qualche tempo fa. A Modena gestiva le partite di cocaina Santo Bagalà, 42 anni, originario di Taurianova ma residente a Finale Emilia. L’uomo si avvaleva di due luogotenenti, Stefania Tamburini, 35 anni, di Castelfranco, e Pasquale Del Piano, 38 anni, di Bondeno, Ferrara. Sono stati tutti ammanettati oggi dai militari, mentre anche il corriere, Luigi Bertacchini, 47 anni, di San Felice, era stato arrestato in flagranza. Bagalà nascondeva la droga in due casolari nelle campagne di Camposanto e Bomporto. Durante l’indagine sequestrati due chili di cocaina e 80mila euro, ancora ricercato un tunisino 42enne. Controllando scuole e locali, per arrivare a individuare i piccoli spacciatori e quindi anche chi li riforniva, i carabinieri hanno scoperto che il mercato degli stupefacenti è cambiato: si trovano microdosi di cocaina a 10 euro preparate per attirare i giovanissimi, che spesso non hanno molto denaro a disposizione e desterebbero sospetti chiedendolo ai genitori. Tossicodipedenze a SassuoloFacile reperimento e costi ridotti: aumentano le persone che consumano cocaina. Oggi è stato presentato il rapporto sulle dipendenze da droghe del distretto sanitario di Sassuolo. I dati riferiti al 2008  segnalano un incremento del numero dei soggetti trattati, persone che consumano in modo prevalente cocaina, tanto che nei comuni di Sassuolo e di Formigine la percentuale dei cocainomani supera di gran lunga la media provinciale. Sono imprenditori, manager, casalinghe ma anche studenti. E proprio sui più giovani si è concentrata una ricerca realizzata nel 2009 che ha coinvolto più di 700 ragazzi tra i 14 e i 20 anni: il consumo di droghe non si discosta dalla media nazionale, il 19% ha utilizzato hascisc e marijuana, poco più del 4% cocaina. Il 40% di loro afferma di conoscere persone che ne fanno uso e il 15% confessa di avere avuto contatti per provarla. “In realtà non esiste un problema specifico su Sassuolo – precisa Claudio Annovi, direttore del Servizio dipendenze patologiche del distretto – l’aumento della percentuale dei consumatori di cocaina  e di cannabis tra gli utenti del Sert distrettuale, rispecchia l’andamento del fenomeno registrato in provincia di Modena e, più in generale, in Regione”. Annovi, inoltre, sottolinea come l’incremento del numero di persone che assumono cocaina abbia indotto il servizio a potenziare i programmi specifici di cura. Tornando ai dati presentati oggi, i cocainomani rappresentano il 27% dei casi seguiti, rispetto al 10% di chi assume cannabis e il 61% degli eroinomani, questi in realtà in leggero calo. Nei comuni di Sassuolo e di Formigine, in particolare, gli utenti in trattamento per dipendenza da cocaina sono risultati pari al 30% e al 27% del totale delle persone seguite, la media provinciale dei cocainomani in trattamento è del 16%.  


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