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Si è suicidata in carcere a Rebibbia Diana Blefari Melazzi, la brigatista condannata all’ergastolo per l’omicidio di Marco Biagi. Era stata lei a seguire il professore bolognese a Modena. Pochi giorni fa la Cassazione aveva confermato il carcere a vita.

 Era stata lei a pedinare il professor Marco Biagi durante le lezioni all’Università di Modena e poi a seguirlo come staffetta la sera dell’omicidio. Lei aveva noleggiato il furgone usato dai brigatisti e nel suo portatile era stato ritrovato il file con la rivendicazione del delitto, un file datato 17 marzo del 2002, due giorni prima che il giuslavorista venisse freddato davanti alla sua casa di Bologna, in via Valdonica. Ieri sera, alle 22.30, la brigatista Diana Blefari Melazzi si è impiccata con delle lenzuola annodate nel carcere femminile di Rebibbia a Roma. Era in cella da sola, detenuta nel reparto di isolamento. Gli agenti di polizia penitenziaria si sono accorti quasi subito dell’accaduto ma non sono riusciti a rianimarla. Proprio oggi sarebbe divenuta effettiva la condanna a vita, confermata nei giorni scorsi dalla Cassazione. Da tempo la donna era caduta in uno stato di profondo disagio. Dopo la condanna in primo e secondo grado, nel dicembre del 2007 la Suprema Corte aveva annullato con rinvio la sentenza d’appello, per un esame approfondito delle sue condizioni psichiche, dopo l’aggressione a un agente di polizia penitenziaria. La Corte d’assise d’appello di Bologna aveva riesaminato il caso disponendo una perizia psichiatrica con la quale era stata accertata la capacità della Blefari Melazzi di prendere parte coscientemente al processo. L’ergastolo era stato confermato lo scorso martedì. Soprannominata la ‘compagna Maria’, la Melazzi era stata arrestata nel dicembre del 2003: era stata lei ad affittare la cantina di via Montecuccoli, il covo romano delle Brigate rosse in cui vennero rinvenuti cento chili di esplosivo e materiale d’archivio delle Br, utile nelle indagini successive. Per l’omicidio di Marco Biagi sono stati condannati in via definitiva all’ergastolo Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi e Marco Mezzasalma; 21 anni di carcere per Simone Boccaccini. Ma l’attività investigativa non si è ancora fermata, prova ne è l’arresto di Massimo Papini, avvenuto un mese fa in provincia di Salerno: per gli inquirenti l’uomo avrebbe accompagnato la Melazzi a un internet point a Roma per trasmettere la rivendicazione dell’omicidio.


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