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Chiusa l’indagine e chiesto il rinvio a giudizio per il fratello del sindaco di Zocca, accusato di peculato. Ora verranno valutate anche le responsabilità di una banca e di chi, in Comune, non ha controllato. L’inchiesta è quella su un ammanco da 1 milione e 400mila euro.

Dopo un anno di lavoro, la Guardia di finanza di Modena ha concluso l’indagine a carico di un funzionario del Comune di Zocca, fratello dell’attuale sindaco, accusato di avere sottratto dalle casse comunali 1 milione e 400 mila euro, denaro derivante da oneri di urbanizzazione pagati regolarmente dai cittadini ma finiti nei conti privati dell’indagato. E’ così stato denunciato per peculato, falso in atto pubblico e infedele dichiarazione dei redditi Sergio Leonelli, 61 anni, dipendente comunale per 40 anni, a capo dell’ufficio tecnico del comune di Zocca dal ’98 al 2008, anno in cui andato in pensione. Il pubblico ministero Giuseppe Tibis ha già chiesto il rinvio a giudizio dell’ex funzionario comunale e sono stati posti sotto sequestro i suoi conti corrente e quelli dei familiari più stretti, conti dove sarebbero passate le somme di denaro indebitamente incassate. Le Fiamme Gialle hanno anche contestato a un istituto bancario la violazione della normativa antiriciclaggio, per non avere segnalato le operazioni sospette sui movimenti di denaro dell’indagato,mentre la corte dei conti di Bologna ha disposto accertamenti sui titolari dell’Ufficio finanziario e sui revisori dei conti del comune di Zocca per valutare le loro responsabilità amministrative in merito all’omessa vigilanza. L’indagine era nata su segnalazione dello stesso primo cittadino Carlo Leonelli che da subito aveva sospettato la distrazione di denaro. Le verifiche della Guardia di Finanza, che hanno controllato pratiche urbanistiche, archivi e computer dell’ufficio tecnico e di altri uffici comunali, hanno chiuso il cerchio attorno al nome del fratello.


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