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Case a luci rosse, belle ragazze e a richiesta anche cocaina: del resto lo spaccio era l’attività principale dell’organizzazione, che non disdegnava comunque anche lo sfruttamento della prostituzione. 18 persone sono state arrestate dai carabinieri.

L’attività principale dell’organizzazione smantellata dai carabinieri di Modena era rifornire la provincia di cocaina: attraverso corrieri collaudati portavano in zona un chilo alla volta di sostanza stupefacente. Ma per poter avere sempre contanti disponibili la banda non disdegnava anche un altro tipo di illecito traffico: lo sfruttamento della prostituzione. In tre appartamenti di Modena, uno in via Due Canali sud 55, poi al Windsor park di via San Faustino, e in via Paganini 55, dieci ragazze dominicane o dell’est Europa, che ogni due settimane cambiavano, ricevevano clienti su appuntamento. Era la banda, dicono i carabinieri, ad occuparsi di mettere gli annunci sui giornali e a gestire le schede telefoniche da contattare, poi ai clienti era in grado di fornire anche una dose di cocaina per aumentare il divertimento. Si pagava dai 50 ai 300 euro, ma il gradimento era assicurato. Metà del denaro restava alle ragazze, ma l’organizzazione in 4 mesi si metteva comunque in tasca almeno 20mila euro. Denaro, secondo l’accusa, che serviva poi per alimentare ulteriormente il traffico che partiva da Santo Domingo e arrivava in Italia attraverso l’Olanda. 18 le persone arrestate, i quattro corrieri in flagrante rispettivamente con un chilo di cocaina a testa, le altre questa mattina su ordine di custodia cautelare. Nei guai quello è che considerato il capo dell’organizzazione Pasquale Carpineto, un 38enne napoletano residente a Modena, e la sua compagna coetanea, Miladys Fernandez, dominicana. Lei, per la procura, gestiva la prostituzione. In carcere anche Gilberto Pio Di Gioia, 32 anni, pugliese e residente a Rubiera di Reggio Emilia, Matteo Arena e Michele Gerardo Ricciardi, 58enne foggiano, tutti accusati di traffico di droga. In manette anche alcuni magrebini e nigeriani che, secondo l’accusa, si occupavano del piccolo spaccio.


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