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Cocaina che arrivava pura, dalla Colombia, fino in Ghana e da qui in Italia. Sgominata dai carabinieri un’organizzazione che aveva un giro di spaccio da milioni di euro. La droga era destinata a Modena, ma non solo.

Partiva in nave dalla Colombia direzione Ghana. Arrivava purissima, e qui veniva tagliata e preparata, pronta per i paesi dove alta è la domanda di cocaina. Quindi ripartiva, questa volta in aereo, per l’Olanda. Viaggiava nello stomaco dei corrieri che riuscivano, per mille euro, a ingoiare anche 99 ovuli, per il peso di un chilo di sostanza stupefacente. Una volta in Europa veniva smistata, molta finiva in Italia, a Modena e non solo, attraverso auto, treno aereo. Sono stati sequestrati, in più occasioni, dieci chili di cocaina, tutta trovata in mano ai corrieri. Una partita era stata scoperta su un camion di prosciutti, ben stipata tra gli alimenti che contribuivano a coprirne l’odore. L’organizzazione smantellata dai carabinieri aveva ramificazioni in tutto il nord Italia, da Brescia a Reggio Emilia, con un contatto persino a Palermo, dove si sospetta che la banda avesse anche stretto accordi con la locale malavita organizzata. Ai vertici del sodalizio criminale cittadini ghanesi, che per il piccolo spaccio si servivano di magrebini: questi, per quanto riguarda Modena, avevano stabilito la base operativa a Bomporto, per non destare sospetti. Arrestati questa mattina gli ultimi sei immigrati ai vertici dell’organizzazione. La banda aveva un giro d’affari di milioni: pagava un grammo di cocaina purissima in Colombia 24 euro, la tagliava fino a sei volte e la rivedeva a 120 euro al grammo. Bimbo, disavventura in trenoDisavventura, ma per fortuna a lieto fine, per un bambino modenese di 8 anni che ha dovuto affrontare una viaggio in treno da solo, separato dalla nonna di 82 anni. E’ successo lo scorso sabato alla stazione di Bologna. Nonna e nipotino erano diretti a Forlì, dove la donna vive. Dopo aver fatto salire su una carrozza del convoglio il bambino, l’anziana è invece rimasta a terra per l’improvvisa chiusura delle porte. Il treno è partito e alla donna, in stato di grande agitazione, non è rimasto che rivolgersi alla Polfer di Bologna. Gli agenti di pattuglia a bordo del treno hanno rintracciato il bambino e, dopo averlo tranquillizzato, gli hanno fatto compagnia fino a Forlì. Alla stazione romagnola il piccolo con altri poliziotti ha atteso l’arrivo della nonna a bordo del treno successivo.


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