in:

Si nascondeva a Modena il capo di un’organizzazione di narcotrafficanti che importava cocaina dall’Ecuador e dalla Cambogia. Per smascherarlo hanno lavorato in tandem tre procure, diverse squadre mobili e l’Interpol.

La testa dell’organizzazione era tutta a Modena, città che Oorji Elias Eseni stava per lasciare in tutta fretta, pronto a rifugiarsi in Spagna. Ma i progetti del nigeriano, ritenuto il capo di una banda di narcotrafficanti, sono stati mandati in fumo grazie al lavoro congiunto di tre procure (Ferrara, Bologna e Modena) e delle rispettive squadre mobili, coordinate dalla Direzione centrale antidroga di Roma assieme alla Polizia aeroportuale della capitale e di Bologna e all’Interpol che ha spedito ispettori in Spagna, Nigeria ed Ecuador. Il bilancio dell’operazione – battezzata ‘Uova di Pasqua’ perche venivano utilizzati corrieri insospettabili che si prestavano a ingoiare ovuli di cocaina – ha portato all’arresto di cinque trafficanti e al sequestro di 3 chilogrammi di stupefacente, cocaina pura al 90%, per un valore sul mercato di un milione di euro. Le indagini erano partite nel mese di marzo, dopo l’arresto di un nigeriano in arrivo dalla Cambogia, fermato all’aeroporto di Fiumicino con un chilo di cocaina nella pancia, 22 ovuli in tutto. Da allora le indagini si sono fatte serrate: lo scorso sabato, al Marconi di Bologna, erano stati fermati Giuseppe Puleo, un bolognese con 2 chili di cocaina nascosti in bottiglie di liquore, e il nigeriano che lo aspettava allo scalo, Charles Isibor. Il fratello di quest’ultimo, residente a Modena, è finito in carcere a stretto giro e con lui il capo dell’organizzazione: erano loro a gestire viaggi e destinazioni e sempre loro avevano deciso di cambiare rotta di importazione, dalla Cambogia all’Ecuador, quando si erano accorti che la polizia era sulle loro tracce. Nella casa di Modena sono state trovate 59 dosi di cocaina pronte per lo spaccio.


Riproduzione riservata © 2016 TRC