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Convalidato l’arresto per il 26enne accusato di aver aggredito una ragazza in via Castelmaraldo. Davanti al giudice, però, il giovane immigrato ha detto di non aver toccato la donna, scaricando tutta la responsabilità sul minore in carcere a Bologna.

Resta in carcere Moustafa Afli, il tunisino di 26 anni, a cui scade il permesso di soggiorno fra un mese, residente a Soliera, finito in manette con l’accusa di aver aggredito e tentato di stuprare due giorni fa una straniera 25enne nell’atrio di un palazzo in via Castelmaraldo, in pieno giorno e in pieno centro di Modena. La donna è stata aggredita dopo essere uscita dal suo appartamento assieme alla figlia di 8 anni: alla polizia che l’ha salvata ha detto che gli aggressori erano tre e di non averli mai visti prima. Anche il convivente della ragazza era intervenuto, ed era stato assalito a calci e pugni. Diversa però la versione del 26enne: al giudice Truppa, questa mattina durante l’udienza di convalida dell’arresto, ha raccontato che era stato il 17enne, ora nel carcere minorile a Bologna, a tentare di stuprare la giovane, che anzi il ragazzo, sempre tunisino e residente a Soliera, conosceva la 25enne e l’aveva chiamata appena prima di presentarsi da lei. Afli ha aggiunto di essere rimasto fuori dal palazzo, di essere entrato solo sentendo le grida e di aver a sua volta aiutato il convivente a fermare il 17enne, e che il presunto terzo uomo non è mai entrato, allontanandosi dalla zona alle prime urla. Sono stati disposti accertamenti sul racconto, in particolare bisognerà capire quale sia la versione del minore, che verrà interrogato domani mattina a Bologna durante l’udienza di convalida. Afli ha poi aggiunto che non conosceva il ragazzo, erano entrambi amici del terzo uomo. Terzo uomo di cui si conosce l’identità ma che non è ancora stato arrestato e di cui andrà ascoltata la versione. Non è nemmeno escluso che i tre, o almeno il minore, conoscessero una donna del palazzo e che l’abbiano confusa con la vittima. Le indagini sono ancora in corso. Il Comune di Modena ha già attivato la rete, disposta in base a un protocollo locale, a sostegno delle vittime di questo tipo di reati. Sono quindi stati allertati Asl, servizi sociali e volontari per fornire assistenza psicologica per la ragazza e per la figlia, o anche assistenza sanitaria se necessaria. Fino ad ora la 25enne non ha chiesto aiuto ai servizi pubblici, l’assessore Francesca Maletti ricorda che comunque può farlo in qualunque momento chiamando direttamente la sua segreteria, allo 059 2032721. Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore provinciale Marcella Valentini, definendolo un "brutale atto criminale" ed esprimendo solidarietà alla vittima.


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