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Domenica scorsa a Pieve di Cadore, l’esperto free climber modenese Massimo Bassoli ha rischiato grosso, venendo catapultato contro la diga di Pieve di Cadore. Già operato, se la caverà in pochi mesi.

Ha disceso l’Everest con gli sci ai piedi e attraversato il più grande ghiacciaio del mondo, ma domenica scorsa a Pieve di Cadore, il 50enne modenese Massimo Bassoli se l’è vista davvero brutta. Il presidente provinciale della Fasi, la federazione dell’arrampicata sportiva, stava tracciando il percorso di una gara di Coppa Italia, specialità velocità, quando per un errore di valutazione, la corda che stava reggendo per ancorare un collega lo ha lanciato in cielo. Effetto catapulta e Massimo Bassoli ha finito il suo folle volo contro la diga in cemento di Pieve di Cadore che interrompendo il corso del fiume Piave forma l’omonimo lago. Un impatto tremendo che ha lasciato i presenti senza parole. Immediati i soccorsi, con il re degli arrampicatori sportivi modenesi trasportato d’urgenza all’ospedale di Pieve di Cadore e poi a Belluno. Dopo i primi accertamenti, a Bassoli è stata riscontrata la frattura del bacino poi operato a Baggiovara già il giorno successivo. E così, passata la paura, oggi è stato lo stesso presidente dell’associazione Equilibrium di Portile a raccontarci la sua disavventura. Ma per chi ha attraversato il Kazakistan e disceso, sci ai piedi, i più pericolosi vulcani attivi del mondo, il pensiero non può che andare alle sfide future. Con l’obiettivo di rimettersi in piedi già a settembre per la ripresa dell’attività.


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