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Inchiesta della magistratura e cantiere sotto sequestro. Il giorno dopo il crollo dell’hotel Montecrapile, a Montecreto si cerca di tornare alla normalità. Perizie sulle cause e volontà di ricostruire. E il sindaco chiede soldi per i centri montani.

E’ stato posto sotto sequestro il cantiere dell’hotel Montecaprile di Montecreto, crollato ieri mattina mentre erano in corso lavori di ristrutturazione. Per fortuna gli operai si erano allontanati dalla zona prima del collasso, ma la paura, tra residenti e villeggianti, è stata tanta. Ieri era giorno di mercato e il centro del paese montano – mille abitanti che durante l’estate arrivano anche a triplicare – era molto affollato. L’area è stata transennata e posta in sicurezza e sono state demolite le parti pericolanti. La magistratura ha aperto un’inchiesta per verificare le responsabilità dell’incidente, per il momento il magistrato di turno Claudia Ferretti sta raccogliendo informazioni, presto la nomina di un consulente o di un collegio di periti. C’è da capire se nei lavori eseguiti ci sia stata imperizia e da parte di chi. Dai primi accertamenti sembra che il crollo sia avvenuto dall’alto: a cedere è stata la trave di colmo, il manufatto che sostiene la copertura e il tetto. Ma per capire che cosa abbia determinato il crollo ci vorrà del tempo. Il sindaco Maurizio Cadegiani ha confermato la regolarità della documentazione del cantiere. “E’ stato un evento eccezionale – ripete oggi il primo cittadino – a sei ore dal crollo Montecreto aveva ripreso la normale attività, certo tra i residenti c’è un senso di vuoto perchè il Montecaprile è un simbolo del paese”. Costruito negli anni Cinquanta, l’albergo era chiuso da più di 12 anni. I lavori di ristrutturazione erano iniziati un anno e mezzo fa. La società proprietaria della struttura, la Alberghi del Cimone Srl, vede tra i soci anche i genitori di Nicoletta Mantovani. Ora bisognerà ripartire da zero. “Non abbiamo paura di rimboccarci le maniche – conclude il sindaco – ma servono dei piani di recupero per i centri montani”.”Servono soprattutto soldi per la ristrutturazione dei nostri centri storici – insiste Cadegiani – un impegno che deve venire da tutti, a cominciare dal Governo”.


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