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Saranno processati a dicembre i vertici di Eternit Italia. 3mila lavoratori deceduti per aver lavorato l’amianto senza precauzioni. 48 i decessi allo stabilimento di Rubiera, tre erano modenesi.

Sono stati rinviati a giudizio il magnate svizzero Stefan Schmidheiny e il barone belga Jaen Loui De Cartier De Marchienne, vertici della multinazionale Eternit che controllava Eternit Italia, con quattro stabilimenti nel paese. Saranno processati a Torino, dove è partita l’inchiesta, il prossimo 10 dicembre. Il gip ha infatti disposto il rinvio in aula richiesto dal pm Raffaele Guariniello, rigettando le eccezioni della difesa. In Italia sono morte 3mila persone che lavoravano all’Eternit, e che sono state a contatto con l’amianto senza le precauzioni necessarie. I due imputati dovranno rispondere di disastro doloso e rimozione volontaria di cautele. Il maggior numero dei decessi si è registrato nello stabilimento di Casale Monferrato, da dove sono partite le indagini. All’Icar di Rubiera, a fine 2008, si registravano già 48 morti, tre erano operai modenesi, uno residente a Fanano, due a Modena ovest. Ma gli ex dipendenti continuano ancora ad ammalarsi, e proprio ai microfoni di Trc-Telemodena poco più di un anno fa Alfredo Bersani, per 30 anni carellista all’Icar, raccontò che tutti gli ex lavoratori si sentono bombe a orologeria. E aggiunse che i dirigenti pensavano solo ai soldi, non alle conseguenze di quanto facevano. Oggi il pm Gauriniello ha commentato il rinvio a giudizio con queste parole: “E’ una pagina importante nella tormentata storia dell’amianto, che rimarca l’importanza della magistratura in materia di sicurezza sul lavoro”.


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