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Arrestato dalla polizia un tunisino che maltrattava e umiliava la moglie, anche davanti ai 5 figli. E Marino risponde alle polemiche sullo stupro di via Modonella.

E’ stato arrestato perché per anni ha maltrattato la moglie. La picchiava, la umiliava, le ha anche provocato lesioni gravi, e tutto perché accettasse, all’inizio, le sue continue relazioni extraconiugali, poi perché proprio se ne andasse di casa portandosi via anche i cinque figli. Le indagini della squadra mobile della polizia sono iniziate a fine 2007: un tunisino che ora ha 45 anni, residente a Modena, mese dopo mese sottoponeva la coniuge a continue angherie e vessazioni, ostentava le sue avventure con altre donne. Poi le botte, anche feroci. Lo scorso marzo il tribunale dei minori di Bologna ha intimato all’uomo di lasciare la casa e non avvicinarsi più a moglie e figli, ora sono scattate le manette. La polizia ricorda che nessun abuso viene tollerato dalla legge italiana e dalle forze dell’ordine modenesi, e invita tutte le donne a denunciare i maltrattamenti, mai giustificabili. Marino risponde a polemiche sullo stupro Lo stupro avvenuto la notte tra venerdì e sabato in via Modonella, in pieno centro storico di Modena, ha sollevato un vespaio politico: il centro destra – in note firmate da Andrea Leoni, Luca Ghelfi, Enrico Aimi e Stefano Bellei – ha attaccato la giunta, chiedendo perché non è mai stato attivato il presidio votato tre anni fa, dopo che polizia e carabinieri hanno trasferito i comandi centrali in zone più periferiche. In realtà i presidi in centro ci sono, di polizia municipale e polizia di stato e una stazione carabinieri. “Non si può fare politica strumentalizzando fatti gravi come questo”, ha risposto l’assessore alla sicurezza Antonino Marino, che ha aggiunto: "risponderemo alel polemiche con i fatti".


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