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Cold case a Modena. A 17 anni di distanza dall’omicio del Paprika, un uomo si è presentato ai carabinieri per autodenunciarsi. “Sono stato io” ha detto.

Sembra una puntata di Cold case, il telefilm americano dedicato agli omicidi irrisolti, invece è cronaca di oggi. A 17 anni di distanza dal delitto del porno shop Paprika in cui trovò la morte il titolare, Ivan Borellini, un uomo si è presentato al comando provinciale dei Carabinieri per autodenunciarsi. “Sono stato io” avrebbe detto, rendendo una confessione talmente dettagliata da fugare fin dall’inizio negli inquirenti il sospetto di trovarsi davanti a un mitomane. L’uomo che dice di essere un assassino è un commerciante e padre di famiglia di 50 anni. Ne aveva dunque 33 all’epoca del delitto che si consumò il 27 ottobre del 1992, all’interno del porno shop Paprika di via Canaletto, al piano terra di quel palazzone divenuto in seguito tristemente famoso per le sue cattive frequentazioni. La vittima venne trovata all’interno del negozio con il cranio sfondato e una frusta di cuoio attorcigliata al collo. Colui che dice di essere l’assassino ha riferito di essersi recato quel giorno nel porno shop con l’intento di compiere una rapina e di avere perso la testa di fronte alla reazione del titolare. A spingerlo a confessare il delitto sarebbe stato invece il senso di colpa che, dopo tanti anni, continuava a perseguitarlo. Quest’ultima parte del racconto convincerebbe solo a metà gli inquirenti che stanno conducendo approfondite verifiche. Per i familiari di Ivan Borellini l’inattesa confessione ha riaperto invece una ferita mai chiusa e suscitato una forte commozione.


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