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Prima udienza e rinvio a ottobre per il processo di ferragosto, l’omicidio del 21enne Fatmir Peja. Non ancora chiarito del tutto il movente: gelosia o debiti per droga.

Inizierà di fatto il 2 ottobre il processo, con rito abbreviato, per l’omicidio di Fatmir Peja, 21 anni del Montenegro, accoltellato la sera di ferragosto dell’anno scorso in viale Trento Trieste a Modena. Reo confesso Paolo De Lorenzo, 31enne campano che deve rispondere di omicidio volontario. Oggi in Tribunale a Modena l’udienza per incardinare il provvedimento davanti al Gup. Sempre in ottobre verranno processati per rissa aggravata Decio Mauriello, 36 anni, all’inizio anche lui accusato dell’omicidio, ed altre tre persone che quella sera avevano partecipato ad una sorta di spedizione punitiva. Sullo sfondo una storia di gelosia. La famiglia Peja aveva conosciuto i De Lorenzo qualche anno fa, quando il campano lavorava in una macelleria modenese. Sembra che il giovane montenegrino avesse mandato degli sms alla moglie di De Lorenzo, ma nel corso degli interrogatori erano venuti a galla anche vicende mai chiarite, storie di droga e di debiti non saldati. La sera di ferragosto di un anno fa, De Lorenzo e Peja avevano appuntamento davanti alla Caffetteria Morselli. C’erano questioni da chiarire, la lite ben presto è degenerata, De Lorenzo ha estratto un coltello a serramanico e ha colpito il montenegrino al torace, un solo fendente che lo ha raggiunto al cuore. Una pattuglia della volante che si trovava in zona ha poi bloccato De Lorenzo e Mauriello. Le indagini hanno fatto il resto e il cerchio si allargato ad altre tre persone. Incidente in cantiere, aperta inchiestaIl pubblico ministero Claudia Natalini ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sull’incidente avvenuto ieri pomeriggio in via Crespellani a Modena, dove un camino caduto dal tetto di un palazzo di 11 piani ha ucciso Renzo Iattici, 86 anni. Per ora non ci sono indagati. L’area del cantiere è stata posta sotto sequestro e la Medicina del lavoro ha disposto una serie di perizie tecniche per accertare cause e responsabilità dell’incidente. Il condominio del palazzo aveva affidato alla ditta Iesse Technology di Formigine la manutenzione della canna fumaria. Erano in corso lavori per l’intubazione della canna fumaria per dotare il manufatto di un rivestimento protettivo quando un comignolo si è sgretolato cadendo al suolo. Frammenti del camino hanno investito il pensionato che in quel momento si trovava sotto al palazzo. Renzo Iattici si era infatti recato a trovare il figlio Stefano, titolare della Iesse Technology, una tragedia dunque ancora più insopportabile perchè vede coinvolti padre e figlio.


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