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Nove cinesi clandestini sono stati trovati in un laboratorio tessile, gestito da un’orientale, aperto a Modena est. Questa mattina il blitz della polizia municipale, dopo la segnalazione di alcuni cittadini.

Sono stati i residenti e gli operatori che lavorano nella zona artigianale a segnalare alla polizia municipale strani movimenti al civico 3/D di via Indipendenza, a Modena est. Orientali, uomini e donne, che arrivavano e poi praticamente sparivano dietro la porta di un laboratorio gestito da un cinese regolarmente in Italia. Facile immaginare perché quei visi non riapparivano più: venivano costretti per ore a lavorare alle macchine, a mangiare e dormire sempre all’interno dell’azienda, in condizioni igieniche precarie. Questa mattina la polizia municipale ha organizzato un blitz, senza però sapere cosa sarebbe stato trovato nel laboratorio tessile. Quando gli agenti di via Galilei sono arrivati hanno visto al lavoro una dozzina di persone, tutte di origine cinese, e nove di loro erano clandestine. Nove giovani persone, maschi e femmine, senza alcun documento e senza ovviamente un contratto di lavoro. L’impresa è regolarmente iscritta alla camera di commercio, ma non ha mai comunicato al Comune l’avvio dell’attività. Tutte le irregolarità, compresa quella più grave di aver impiegato clandestini, sono ora al vaglio degli inquirenti. Gli immigrati sono invece stati portati al comando per il fotosegnalamento e gli accertamenti del caso: per loro scatterà probabilmente l’espulsione, anche se non verranno accusati del reato di clandestinità, perché la legge non è ancora stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.


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