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Non sembrano esserci più dubbi sul fatto che la tragedia di Carpi dipenda dal fatto che Caterina Silvia Longoni abbia compiuto un gesto estremo, appiccando lei stessa l’incendio che ha l’ha uccisa assieme alla figlia di 2 anni. Nel miniappartamento di via Palladio, dove viveva, è stato trovato un biglietto disperato.

Un biglietto, una sorta di testamento con le istruzioni in caso di scomparsa, è stato trovato nell’appartamento di via Palladio 5, a Carpi, dove ieri sera sono morte Caterina Silvia Longoni, 38 anni, e la figlia Angela Fonzini, 2. L’incendio è partito da un materasso che ha bruciato lentamente riempiendo la stanza di fumo e soffocando madre e figlia. Resta da chiarire perché, comunque, nessuna delle due abbia chiesto aiuto: forse la donna aveva preso dei sonniferi, forse li aveva dati alla bambina, ma a questo potrà rispondere solo l’autopsia, disposta dal pm Claudia Ferretti e prevista per domani. Di certo la casa era stata sigillata, le tapparelle abbassate, tagliata la corda, porte chiuse. Caterina Silvia Longoni, originaria della Calabria, aveva dei problemi, economici innanzitutto. Separata dal marito, era arrivata a Carpi, da Sesto San Giovanni, lo scorso novembre. Lavorava solo saltuariamente. Recentemente si era rivolta ai servizi sociali ma le assistenti non hanno fatto in tempo ad aiutarla: l’appuntamento era fissato per oggi, e forse era un incontro che la signora a un certo punto è arrivata a temere. Separata da tempo, non era in buoni rapporti con l’ex marito, ma dal 2005 aveva conosciuto un altro, un operaio da cui aveva avuto Angela, che l’uomo ha regolarmente riconosciuto. Ma il 30 maggio il compagno, partito per Milano con un pretesto, è sparito. Il 19 giugno la donna ha presentato denuncia ai carabinieri, ma dell’uomo non c’è traccia. L’ex marito è invece ad Arcore, con lui la figlia più grande, 7 anni, che ha raggiunto il padre per le vacanze. Questa mattina, sempre da Milano, è arrivata una sorella di Caterina Longoni, a lei il difficile compito del riconoscimento delle salme. Intanto continuano le analisi dei vigili del fuoco, per stabilire l’esatta causa e origine del rogo, e le indagini della polizia per ricostruire l’accaduto. Nessuno ha dormito la scorsa notte in via Palladio: la notizia della tragedia si è sparsa in fretta e tutti erano sconvolti. E amareggiati, all’idea che erano morte una donna e una bambina che vivevano a pochi metri e che nessuno in realtà conosceva bene. Una donna riservata e disperataQuesta mattina sulla porta del palazzo era stata posata una rosa. Notte in bianco non solo per i residenti del civico 5 di via Palladio, a Carpi, che hanno potuto ricominciare a tornare negli appartamenti della palazzina dopo mezzanotte: erano stati evacuati a causa del fumo. Ma in tutta la strada la notizia della tragedia ha scosso gli animi: questa mattina la gente non parlava altro che di questa signora riservata, che parlava poco e che quasi nessuno conosceva, se non di vista. E della bella bambina che veniva sempre portata in giro in passeggino. Una donna che molti ricordano come spesso triste.


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