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Rinvio a giudizio e processo a novembre per l’impiegato comunale accusato di concussione. Un’indagine nata dal filone sull’omicidio della barista Tina Mascaro.

E’ stato rinviato a giudizio e verrà processato alla fine dell’anno un impiegato del Comune di Modena accusato di concussione. Nel 2003, l’uomo avrebbe fatto pressioni su Tina Mascaro, la barista brutalmente assassinata nel febbraio 2007, per convincerla a lasciare il chiosco che aveva in licenza al parco Ferrari prima della scadenza del contratto; sempre secondo l’accusa, avrebbe preteso denaro dai baristi che sono poi subentrati nel locale. Il filone d’inchiesta è separato da quello sull’omicidio, anche se è nato nell’ambito delle stesse indagini e fa capo sempre al sostituto procuratore Stefania Mininni. La pubblica accusa ha acquisito una registrazione con una conversazione tra la Mascaro e l’impiegato comunale e a verbale c’è anche la testimonianza dei baristi che poi presero in gestione il chiosco del parco Ferrari e che avrebbero confermato la richiesta di denaro. Il difensore dell’impiegato comunale Simone Agnoletto è pronto a smontare tutte le accuse: non è stata fatta alcuna perizia fonica ed è quindi impossibile attribuire all’imputato la voce che si sente nel nastro registrato; riguardo al rapporto tra accusato e soggetto passivo della concussione, i baristi subentrati nella baracchina del parco Ferrari, saranno loro stessi a chiarire la natura del rapporto: per l’avvocato non si tratta di concussione, solo di un ipotetico regalo. La verità verrà a galla nel dibattimento. A maggio, dopo che per espressa richiesta del sindaco, la Procura aveva inviato al Comune di Modena un’informativa sulle indagini in corso, in municipio è stato avviato un procedimento disciplinare a carico dell’impiegato, subito sospeso, come prevede la legge, in attesa che si concluda il processo penale.


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