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Spacciavano ai giovanissini presso i bar di Spilamberto. Quattro persone in manette, per altre due l’obbligo di dimora. Fondamentale per smantellare questo giro di droga, ha spiegato il pm, l’uso delle intercettazioni telefoniche.

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di individuare un gruppo di persone che aveva creato un giro di spaccio per giovani tra i 18 e i 22 anni di Spilamberto, e di altri comuni della provincia. Secondo l’accusa, la banda aveva preso di mira alcuni luoghi di ritrovo, come alcuni bar, e nelle vicinanze abbordava i potenziali clienti offrendo hascisc e cocaina, soprattutto durante i week end. Un giro d’affari imponente, cento cessioni di dosi in poco tempo accertate con appostamenti dai militari, almeno 300 quelle che si sospetta siano avvenute. Sono così finiti in manette, su ordine di custodia cautelare, un cubano 41enne, un marocchino 50enne e due italiani: Pasquale Carpineto, 38 anni, originario di Napoli ma residente a Modena, e Michele Simonini, 39 anni, di Spilamberto. Un rumeno di 32 anni e un modenese di 39 hanno l’obbligo di dimora, mentre altri due magrebini sono ancora ricercati, ma forse sono rientrati in patria. Giuseppe Tibis, il magistrato titolare dell’indagine, che ha chiesto e ottenuto dal gip le ordinanze di custodia cautelare, ha sottolineato come in indagini di questo tipo, che devono dimostrare traffici di sostanze stupefacenti, sono fondamentali le intercettazioni telefoniche, come anche questa inchiesta ha dimostrato.


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