in:

Il titolare della Zironi di Formigine, ditta che si occupa di recupero rifiuti, è in carcere. Arrestate in tutto 9 persone per traffico illecito di materiali da riciclare. Possibili rischi ambientali. E l’accusa è anche di ricettazione di rame.

Bufera sulla Zironi di Formigine, azienda del settore del recupero dei rifiuti da riciclare. I carabinieri di Modena e del nucleo tutela ambientale di Bologna hanno arrestato il proprietario 53enne di Sassuolo, l’attuale presidente del cda, una 46enne di Formigine, un’impiegata, due magazzinieri e quattro autisti di camion. Per tutti l’accusa è di illecito traffico e gestione di rifiuti anche potenzialmente pericolosi. L’azienda, infatti, grazie alla compiacenza dei responsabili di altre ditte del nord Italia, e a documenti falsi, riciclava materiali ferrosi, e non, evitando alcuni trattamenti per renderli adatti al recupero, risparmiando in questo modo centinaia di migliaia di euro. 1.300 tonnellate di rifiuti smaltiti in 12 mesi dalla ditta, compresi scarti di ceramica, oli, lana di vetro, apparecchiature elettriche ed elettroniche. I materiali, però, riciclati in modo scorretto, potrebbero aver provocato danni ambientali, su cui sono in corso verifiche. Il titolare della Zironi e due dei suoi complici sono ancora dietro le sbarre, su ordine di custodia cautelari, gli altri sono ai domiciliari: tutti rischiano condanne a vari anni di carcere. L’azienda di Formigine, però, non si limitava a queste irregolarità: comprava anche rame, ma anche altri materiali ferrosi, rubati in cantieri, in ditte o sui binari delle ferrovie italiane, per un giro all’anno di decine di milioni di euro. Infatti, l’indagine coordinata dal pm Claudia Ferretti, è partita circa un anno fa, e da allora i militari hanno dimostrato che i responsabili del traffico avevano comprato in nero, dai ladri dell’oro rosso, rame e non solo per 7 milioni e mezzo di uro, materiale regolarmente poi rivenduto alle fonderie. Una decina i furti ricostruiti. 63 le persone denunciate che aiutavano la Zironi a commettere gli illeciti. Alla procura di Modena sono andati i ringraziamenti dei Noe per la sensibilità ambientale dimostrata.


Riproduzione riservata © 2016 TRC