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Strage della Bolognina, tutti assolti: sentenza scontata dopo la richiesta di archiviazione presentata dai pm che seguirono il caso. Le cinque consulenze tecniche eseguite parlarono di errore umano.

E’ finita con l’assoluzione per non aver commesso il fatto, come del resto già chiesto dai pm che seguirono la vicenda, l’udienza del processo, che si è tenuto oggi davanti al Gup di Bologna per la strage della Bolognina. Lo scontro tra un treno interregionale e un merci il 7 gennaio 2005, sulla linea Bologna-Verona, costò la vita a 17 persone. Fra questi c’erano quattro modenesi, l’allora assessore di Finale Emilia Donatello Zoboli, la moglie Diana Baraldini, la sorella di lei Claudia, la psicologa di Mirandola Anna Martini, oltre a un macchinista di Cento che lavorava a San Felice, un professore bolognese del liceo Pico, e Daniel Burani, un ragazzo i cui nonni vivevano a Mirandola. L’accusa per i dieci imputati, compreso l’allora amministratore delegato di Rfi, Mauro Moretti, e ora ad di Ferrovie dello Stato, era di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Ma già le 5 consulenze tecniche disposte dalla procura parlarono di errore umano, anche se nella richiesta di archiviazione si sottolineava il forte ritardo nell’istituzione sulla tratta di un moderno ed efficace sistema di sicurezza ferroviario. Ma, aggiunsero i pm, era difficile attribuire responsabilità a singole persone. Il gip decise lo stesso per l’imputazione coatta, ma oggi la sentenza giunge alle conclusioni della procura. L’avvocato di Moretti ha commentato: “E’ andata come doveva andare”. Questa mattina davanti all’ufficio del Gup si è tenuto un presidio dei macchinisti, amareggiati per la sentenza.


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