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Sgominata dalla Guardia di Finanza di Bassano un’organizzazione criminale dedita al recupero e commercio di materiale ferroso. Coinvolte tre aziende modenesi. Tra gli arrestati anche un 39enne di Sassuolo.

C’è anche un modenese tra le 18 persone arrestate dalla Guardia di Finanza di Bassano del Grappa in una maxifrode internazionale nel recupero e commercio di materiale ferroso. In manette il dirigente commerciale sassolese Cristiano Gambarelli, tratto in arresto in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere. L’accusa per lui è quella di associazione a delinquere. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione criminale rilasciava false attestazioni sulla qualità del materiale venduto. Il ferro, proveniente anche da Bulgaria ed Austria, veniva recuperato e ceduto in nero senza emissione di regolare documentazione fiscale a grosse aziende dedite alla raccolta, che provvedevano poi alla vendita appoggiandosi all’opera dell’organizzazione criminale per la predisposizione di falsi documenti contabili. Il meccanismo consentiva a grossi commercianti di rottami di ottenere lauti guadagni. Ad oggi sono state scoperte false fatture per 90 milioni di euro di materiale ferroso dichiarato come bonificato; mentre in realtà si trattava di acciai ancora da trattare. Le indagini, durate un anno, hanno permesso di scoprire come il ferro, raccolto dai rottami attraverso numerosi canali, venisse ceduto “in nero” ad acciaierie e fonderie che poi lo utilizzavano per le produzioni. In tutto sono state arrestate 20 persone, settanta gli indagati, 80 le società coinvolte e 180 le perquisizioni effettuate. Il ruolo di Gambarelli sarebbe quello di organizzatore dell’associazione a delinquere. Tra le società coinvolte nel giro per utilizzo di fatture false ci sarebbero, secondo gli inquirenti, anche tre imprese modenesi.


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