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Un incendio doloso ieri sera a Campogalliano ha distrutto 15mila cassette per la frutta, accatastate nel cortile di una ditta. Sul posto dieci squadre dei vigili del fuoco per evitare che le fiamme raggiungessero il deposito di ammoniaca.

A Campogalliano verso le 23 ignoti, usando probabilmente liquido infiammabile, hanno dato fuoco alle cassette di plastica per lo stoccaggio della frutta, sistemate nel cortile della Fruit Modena group, ex Campofrigo, di via Nuova 5. Le fiamme si sono subito alimentate, alzandosi di vari metri, e rendendosi perfettamente visibili anche da chi percorreva la vicina autostrada del Brennero. Tante, quindi, le chiamate allarmate per il vasto rogo arrivate ai vigili del fuoco, che hanno inviato sul posto dieci squadre partite dai comandi di Modena, ma anche da Bologna e Reggio Emilia. I pompieri di fatto si sono messi tra le fiamme che divampavano nel cortile e lo stabilimento, per evitare che l’incendio raggiungesse i condensatori di ammoniaca che alimentano i frigoriferi per la frutta. Un lavoro difficile, senza sosta per due intere ore, spingendo le fiamme verso la campagna, per evitare un possibile danno ambientale, che avrebbe potuto verificarsi se l’ammoniaca avesse sprigionato sostanze tossiche a contatto con il fuoco. All’una di notte l’incendio era stato domato, ed era rimasto circoscritto al cortile. Distrutte comunque 15mila cassette per la frutta, oltre a danni alla recinzione, ai cavi della linea elettrica sovrastante e al parapetto della ciclabile della strada. Sul posto i carabinieri, che ora stanno indagando per capire chi possa aver appiccato il fuoco.Incendio VignolaSono ancora ricoverate al Policlinico due delle 13 persone finite in ospedale dopo aver respirato fumo nell’incendio scoppiato ieri pomeriggio, a Vignola, in via Leoncavallo. Le fiamme erano partite da una minicar parcheggiata in garage, probabilmente a causa di un corto circuito, il fumo però ha invaso tutta la palazzina di dieci appartamenti. Molti gli intossicati, tutti lievi, fra cui anche un neonato. La maggior parte delle persone è stata dimessa prima di sera, tranne un bimbo di un anno e un 21enne, le cui condizioni però non sono gravi.


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