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A poco più di sette anni dall’agguato delle Brigate rosse a Cinzia Banelli sono stati concessi i domiciliari. E’ stata la prima pentita delle Br. Entrerà nel programma di protezione e avrà una nuova identità in un luogo segreto.

Cinzia Banelli, la prima pentita delle Nuove brigate rosse, coinvolta e condannata per gli omicidi D’Antona e Biagi, potrà lasciare il carcere di Sollicciano a Firenze: il Tribunale di sorveglianza di Roma ha infatti concesso alla donna gli arresti domiciliari. A dare parere favorevole al provvedimento sono state sia la Procura generale di Roma, sia quella di Bologna. In questo modo si chiude una vicenda che va avanti da tempo: solo due anni fa, governo Prodi, sottosegretario Minniti, la Banelli venne ammessa al programma di protezione, mentre per ben due volte il governo precedente di centrodestra aveva respinto la stessa richiesta. Ex dipendente ospedaliera a Pisa, Cinzia Banelli finì in carcere nell’ottobre del 2003, dopo l’arresto di Nadia Desdemona Lioce, la brigatista che sta scontando due ergastoli per gli omicidi Biagi e D’Antona. Nell’estate del 2004, dopo essere diventata madre in carcere, cominciò a collaborare con gli inquirenti: decisiva fu la rivelazione delle password che consentirono agli investigatori di decrittare l’archivio delle Br. Per l’omicidio di Massimo D’Antona, la Banelli era stata condannata a 10 anni; 15 anni e 4 mesi per l’omicidio di Marco Biagi, ma la sentenza era stata annullata dalla Cassazione perchè non le era stata riconosciuta l’attenuante speciale della collaborazione. Riduzione poi arrivata con l’Appello di rinvio, celebrato un anno fa a Bologna, procuratore generale l’attuale procuratore capo di Modena Vito Zincani. In quel processo venne ribadita l’attendibilità della pentita: fu lei a raccontare dei pedinamenti in corso a Modena in preparazione dell’agguato al prof. Biagi. Le indagini accertarono in seguito la presenza a Modena di Diana Blefari Melazzi, nuovamente condannata all’ergastolo, anche sulla base dei contributi della Banelli. Nel nuovo processo la Banelli venne condannata a 10 anni e 5 mesi e ora ha già scontato un quarto della pena. In base al programma di protezione, all’ex brigatista sarà assegnata una nuova identità, le sarà riconosciuto un sussidio e sarà trasferita in una località segreta insieme al figlio di cinque anni e al marito. Nessun commento da parte della famiglia del prof. Marco Biagi.


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